Tra Noi 17/05/26 – Anno XXX numero 20
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Per molti anni il rosario è stato il battito regolare della preghiera nelle famiglie.
Si recitava la sera, dopo cena, davanti a un’immagine della Madonna. Oggi il silenzio è più raro, i ritmi sono frenetici e spesso anche la preghiera sembra dover rincorrere il tempo. Eppure questo strumento non è scomparso, anzi continua a entrare nelle case specialmente attraverso la televisione.
La domanda allora s’impone: sappiamo ancora pregare con il rosario oppure ci limitiamo ad ascoltarlo, come un sottofondo domestico?
Il rosario è stato definito la “preghiera dei semplici” perché è accessibile a tutti: bambini, anziani, persone colte o meno istruite. La difficoltà principale semmai è questa: dura più di trenta secondi. E questo è già un problema serio perché viviamo nell’epoca dei video brevi, dei messaggi rapidi, delle notifiche continue e storie che spariscono dopo 24 ore. Inoltre è una preghiera “a ripetizione”, abitudine un po’ persa, con una soglia d’attenzione più bassa di una connessione in montagna: restare dieci minuti senza controllare il telefono sembra già difficile; immaginare una corona intera può apparire quasi impossibile. Il rosario invece insiste con calma: mistero dopo mistero, Ave Maria dopo Ave Maria; nessun effetto speciale, né algoritmi, né “salta pubblicità”. Tra una distrazione e l’altra ci riporta lentamente al centro con pazienza: non pretende perfezione, ma fedeltà.
Negli ultimi decenni molti hanno imparato a pregare il rosario attraverso la televisione. Le dirette da Lourdes, da Fatima o da chissà dove accompagnano tante persone, soprattutto anziani e malati. Questa modalità certamente permette a loro di sentirsi parte di una comunità, offre orari accessibili, aiuta a mantenere una continuità di preghiera. Ma esiste anche un rischio: trasformare il rosario in un programma televisivo come altri e favorire l’abitudine passiva. Sarebbe bene, oltre a questi momenti preparati in tv, tenersi uno spazio umano, dove si prega il rosario da soli o in compagnia, facendo scorrere le dita sulle perline che compongono le decine, con la nostra viva voce.
Perché non basta modernizzare la preghiera per renderla autentica, ma occorre rimanervi dentro con la propria fede.

Sabato 16 maggio ricorre il 40esimo anniversario dalla morte del Venerabile Servo di Dio Giuseppe Lazzati, che abbiamo conosciuto durante la settimana culturale. È disponibile, esposta in chiesa e/o sul sito della parrocchia, una piccola mostra che ripercorre la biografia e le principali opere di quest’importante figura milanese del secolo scorso, laico consacrato, che ha speso l’intera sua vita a servizio di Dio e dell’uomo. In corso la causa di beatificazione.

Per questa settimana anticipiamo la preghiera del rosario comunitario a martedì 19 maggio alle ore 20.45 in chiesa. Al termine gli amici del gruppo Guide Cooperativa Arcipelago Anffas ci presentano in modo speciale la “Crocifissione” di Hans Memling, opera che è stata esposta al Museo Diocesano.

Lo scorso fine settimana abbiamo festeggiato le nostre mamme con tanti fiori, torte e oggettistica realizzata dal gruppo delle Ex-allieve e dai ragazzi/e del Laboratorio Creativo.
Un grande ringraziamento va a tutti/e coloro che si sono prodigati/e per la realizzazione del coloratissimo banchetto e anche a quanti hanno contribuito visitandolo e portando a casa un regalo per le proprie mamme. Il ricavato raccolto sarà impiegato per le ordinarie opere di manutenzione del nostro oratorio. Grazie a tutti!

Nel prossimo mese di ottobre comincia il percorso di preparazione verso la celebrazione del sacramento del matrimonio. Le coppie che stanno pensando a sposarsi comincino ad avvisare della propria presenza in sacrestia.

È sempre un bel momento per la nostra comunità quando accoglie i suoi figli più piccoli all’incontro con Gesù nella Eucaristia. I turni delle prossime Prime Comunioni saranno:
domenica 10 maggio ore 9.30
domenica 17 maggio ore 9.30
domenica 24 maggio ore 9.30 e ore 11
Preghiamo per loro e per i catechisti che li guidano.
Come si nota, anticipiamo la s. Messa delle ore 9.45 alle ore 9.30!

Eccole puntuali ogni anno: le Prime Comunioni.
Con foto ricordo, vestiti stirati, ristoranti prenotati mesi prima. Tutto bello, certo.
Ma se ci fermiamo un attimo, viene una domanda un po’ scomoda: che cosa resta davvero di quel giorno?
La pagina di Vangelo che ci guida è quella dei cinque pani e due pesci: una storia che conosciamo bene. Un ragazzo mette a disposizione quello che ha: tanto per lui, pochissimo per tutti. Gesù non chiede altro. Non un catering, non un buffet stellato, non un menù, non aspetta che arrivi qualcuno più organizzato. Parte da lì, da quel poco condiviso senza calcoli.
Noi spesso facciamo il contrario: aspettiamo di avere “di più” per dare qualcosa, più tempo, più fede, più certezze. Intanto rimandiamo. Oppure riduciamo tutto a un evento ben organizzato, dove l’importante è che fili tutto liscio. Il ragazzo del Vangelo invece spiazza. Dona e si fida, non chiede rendiconto.
Il miracolo dei pani non è solo “moltiplicazione”, ma quando qualcuno inizia a mettere in comune, qualcosa cambia. Non per magia, ma perché si rompe la logica del “non basta mai”.
Poi c’è un dettaglio che spesso passa in secondo piano: alla fine avanzano dodici ceste piene. Dodici. Non qualche briciola, non due sacchetti per non sprecare. Dodici ceste, più di quello che c’era all’inizio. Perché? Se il punto fosse solo “sfamare la folla”, bastava arrivare giusti. Invece no. Il Vangelo insiste su questo surplus quasi esagerato, come a dire che il problema non è più la scarsità, ma la capacità di accorgersi dell’abbondanza, ovvero toglie la paura che non basti mai: tempo, energie, pazienza, perfino la fede. Sempre tutto al limite. E quindi tratteniamo, accumuliamo, controlliamo. Il ragazzo del Vangelo fa l’opposto: molla tutto. E alla fine si ritrovano con più di prima. Le dodici ceste sono un piccolo “colpo di scena” che smonta i nostri calcoli. O forse un piccolo segno per ricordare gli assenti, quelli che non ricevono da tempo questo pane: le ceste piene sono lì come un tabernacolo in attesa.
Questo ci fa capire che le Prime Comunioni non riguardano solo i bambini, ma tutti noi che siamo già passati da quel giorno bellissimo, e dobbiamo chiederci cosa sia rimasto.
Un ringraziamento speciale oggi alle nostre catechiste, per la loro vicinanza affettuosa a questi piccoli, e a tutte le persone coinvolte, che rendono specialiqueste celebrazioni!

In questa giornata di grande festa, per le nostre mamme e per i ragazzi/e che ricevono il sacramento della Prima Comunione, si aggiunge un altro motivo di ringraziamento.
Domenica 10 maggio, durante la Messa delle ore 11, si festeggiano il 50esimo di presenza in quartiere dell’Unione Sportiva Acli e l’80esimo degli amici dei Circoli Acli di Cinisello.

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