Mese: Gennaio, 2026

Tra Noi 01/02/26 – Anno XXX numero 5

  • Nicea, 325 d.C. – III Capitolo: Nicea culla di fede
  • Ringraziamenti Festa della Santa Famiglia
  • Giornata della memoria
  • Gesù luce del mondo: Festa della Candelora
  • Viaggio a Malta
  • Inizio percorso II elementare
  • Memoria dei defunti
  • Giorno del ricordo: le foibe
  • Festa degli ammalati
  • Giornata insieme Cresimandi
  • E altro ancora……leggi il notiziario completo

Ringraziamenti per la Festa della Famiglia

La festa della Santa Famiglia è stata caratterizzata da diversi momenti che hanno coinvolto le nostre famiglie: la celebrazione degli anniversari, il pranzo comunitario, la realizzazione dell’acquario, l’accoglienza dei prossimi sposi, gli incontri dei vari gruppi familiari, la preghiera per le diverse situazioni personali.
Ringraziamo chi ha organizzato e preparato con cura i diversi momenti, con disponibilità e spirito di servizio e tutte le famiglie che hanno partecipato con entusiasmo.

Nicea, 325 d.C. – Capitolo III

Continua il racconto in cinque capitoli sul Concilio che ha determinato il Credo che pronunciamo ogni domenica. Poche pagine semplici per introdurci ad un tema storico e teologico più complesso, per il quale rimandiamo a studi più dettagliati e precisi.

Nicea apparve come un’oasi di pace: mura secolari, strade strette, il lago Ascanio che rifletteva il cielo limpido. Nel palazzo imperiale era suggestivo vedere i vescovi, da Oriente e Occidente, che per la prima volta si incontravano. Poi Costantino entrò nella sala, il silenzio cadde come un velo. Non portava simboli pagani: solo la croce sul suo abito luccicava al sole. «Non sono vescovo», disse, «ma servo della pace. Discutete e decidete tra voi.» Dietro la facciata di neutralità, si percepiva la tensione dei fragili equilibri. Ario non era solo un teologo: era un maestro della parola. Nei corridoi di Nicea, camminava tra i vescovi. Ogni alleato trovato era una vittoria, ogni sguardo complice una conferma. Ma la sua mente era tormentata: temeva il rifiuto e il disonore, eppure sapeva che la posta in gioco era la storia stessa della Chiesa. Una notte, Ario pensava sulla riva del lago Ascanio: «se il Figlio non è eterno forse sto salvando la Chiesa dalla superstizione. Ma se sbaglio la mia anima sarà perduta.» Eppure una voce dentro sé insisteva: «La Chiesa non può accettare che il Figlio sia eterno come il Padre». Il giovane Atanasio, diacono di Alessandria, era piccolo, snello e di cuore indomito. Figlio di una famiglia cristiana influente, era cresciuto ascoltando storie di martiri e persecuzioni. Ogni parola pronunciata nel concilio portava il peso del passato, del sangue dei santi e la responsabilità del futuro. La sua voce riempiva la sala: «Se il Figlio è creatura, la nostra fede è vana! Il sangue dei martiri è stato versato invano!» Atanasio incarnava la passione, il coraggio e la speranza che la verità prevalesse contro la menzogna e l’ambizione. Le discussioni continuavano dopo il tramonto nei cortili, al lume delle torce, dove si formavano alleanze segrete. Vescovi parlavano a bassa voce, scrivevano lettere e stringevano patti: ogni giorno era un equilibrio fragile tra fede e politica. Vito e Vincenzo cercavano di mantenere l’ordine, guidando verso la tradizione romana. Ma bastava un gesto, un sussurro, per cambiare il corso del concilio. Il gioco del potere era in pieno svolgimento.                 (Continua)

Festa degli ammalati

Mercoledì 11 febbraio, in occasione della memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, dedichiamo attenzione alle persone anziane ed ammalate della nostra comunità, grazie al gruppo Caritas. Come in altre occasioni, l’appuntamento in chiesa è per le ore 15.30 per la preghiera del rosario, a cui può seguire il sacramento dell’Unzione degli Infermi (per chi è in stato di seria malattia). Infine una merenda insieme.

Giornata della memoria

Martedì 27 gennaio, per celebrare la giornata della memoria, abbiamo invitato due nostri parrocchiani a raccontarci l’esperienza particolare, e poco nota ai più, dei loro padri, IMI (Internati Militari Italiani). Ricordiamo quindi Settimo Buratti e Giovanni Buffa, entrambi preziosi collaboratori di don Luigi Arienti nella fondazione e crescita della nostra comunità. La serata parte con il buon auspicio della sala Paolo VI gremita che, nonostante il tempaccio freddo e piovoso, vede addirittura la presenza di qualche giovane e giovanissimo. Massimo ed Erminio sicuramente si sono preparati per il compito assegnatogli, ma quello che emerge maggiormente è la loro emozione e orgogliosa commozione nel raccontare una parte così importante della storia personale dei loro papà, e quindi delle loro radici.
Il destino dei circa 650.000 militari italiani deportati nei campi di lavoro in Germania e Polonia dopo l’Armistizio del 8 settembre 1943, fino al momento della liberazione più di un anno dopo: privati dello status di prigionieri di guerra per essere sfruttati come forza lavoro coatta in condizioni estreme (fame, freddo, mancanza di igiene, lavori durissimi); la scelta difficile e dolorosa che ha compiuto la maggioranza di loro di RESISTENZA NON ARMATA, rifiutandosi di entrare a far parte dell’esercito della Repubblica di Salò. Il tutto nel silenzio e nell’indifferenza o addirittura incomprensione collettiva al rientro dei sopravvissuti in Italia, per lo più per motivi politici e di insabbiamento di responsabilità dei vertici del comando militare italiano in un momento delicato della guerra.

Quali sentimenti ci portiamo a casa da questa serata?
Il valore e l’importanza di tenere viva la memoria storica di avvenimenti tanto crudeli e disumani e soprattutto la speranza di riscatto umano che offre una testimonianza così forte di persone che hanno saputo poi realizzare la propria vita piena e compiuta, grazie alla loro fede cristiana e alla fiducia in valori grandi e sani. Ringraziamo dunque queste due figure storiche e le lore famiglie, di cui abbiamo la grazia di condividere il cammino parrocchiale fin dalla sua origine.

E’ possibile visionare un breve filmato di circa quindici minuti che ricostruisce la storia dei nostri IMI  cliccando qui

“Le cronache di San Pio X” da settembre a dicembre 2025

Cronache San Pio X sett-dic 2025 1a parte

Cronache San Pio X sett-dic 2025 2a parte

Per vedere le mostre che vengono esposte in chiesa e che riguardano anche il racconto delle cronache di San Pio X cliccate qui

 

Tra Noi 25/01/26 – Anno XXX numero 4

  • Incoraggiati da un amore sconfinato: Festa della Santa Famiglia
  • Giornata della memoria
  • Inizio percorso II elementare
  • Sabatour a Bellano il 21.3.26
  • Buoni cristiani, onesti cittadini: Festa di don Bosco
  • Una domenica abbondante
  • Sensibili alla Pace
  • Gesù luce del mondo: Festa della Candelora
  • Viaggio a Malta
  • Memoria dei defunti
  • Spazio d’arte condivisa
  • E altro ancora……leggi il notiziario completo

Incoraggiati da un amore sconfinato

Festa della Santa Famiglia

La festa della Santa Famiglia ci parla oggi in questo modo: Maria, Giuseppe e Gesù non vivono una favola senza problemi, ma la realtà di ogni famiglia, con imprevisti, paure, scelte difficili, momenti di smarrimento. Eppure vanno avanti, perché si sentono accompagnati da un amore più grande di loro, appunto, sconfinato. Maria non capisce tutto, Giuseppe è preoccupato, Gesù cresce tra sacrifici e semplicità. Nessuno ha il controllo totale della situazione, ma tutti si fidano. È questa fiducia che li tiene uniti, anzi ci permette di scoprirci coraggiosi. Si va avanti perché ci si riconosce amati, e proseguendo scopriamo di compiere gesti di coraggio, a volte impensabili.
Il segno che accompagna la ricorrenza è il pesce, simbolo antico dei primi cristiani. In tempo di persecuzioni, per riconoscersi tra loro i cristiani tracciavano una linea curva, se l’altro rispondeva con un’altra linea curva, completando il disegno a forma di pesce, allora ci si poteva fidare. Pesce in greco è ἰχθύς, un acrónimo, dove ogni lettera è inizio di una parola, ovvero: Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. Sopra questo pesce raccogliamo storie di coraggio tra le nostre famiglie, a formare un acquario speciale.
Ricordiamo in questa occasione tutti gli anniversari, specialmente i lustri, le persone vedove che ricordano i loro cari coniugi, i conviventi invitandoli a compiere una scelta definitiva.

RINNOVO DELLA PROMESSA DI MATRIMONIO
Noi promettiamo di amarci fedelmente
nella gioia e nel dolore
nella salute e nella malattia e di sostenerci l’un l’altro
tutti i giorni della nostra vita

PREGHIERA PER FIDANZATI E CONVIVENTI
Ci sono coppie in cammino, Signore Gesù,
le trovi per strada.
Vivono insieme e condividono sogni e fatiche,
hanno cura della loro casa,
mattone su mattone la stanno costruendo.
Stanno imparando a conoscere gli aspetti ordinari dell’amore,
le piccole scelte quotidiane, il lento allinearsi di percorsi diversi.
Hanno bisogno di tempo, calma, serenità
per pronunciare un SI definitivo.
Vogliono maturarlo insieme questa parola SI,
vederla crescere senza fretta, al loro tempo, al loro passo.
Dunque dona coraggio, Signore Gesù, a queste coppie,
rendi forte il loro volersi bene, sicure le decisioni.
Ci sono coppie in cammino, le trovi per strada.
Santa Maria e San Giuseppe,
pregate per tutti.
Amen

I tifosi della politica

Equipe Sociale e del Lavoro – Decanato Cinisello Balsamo

Se dovessimo chiederci il significato del termine “tifoso”, il pensiero ci porterebbe subito ad un sostenitore sportivo, cioè ad una persona che, con la propria passione ed interesse, parteggia per una squadra di calcio piuttosto che per un atleta del proprio sport preferito.  Leggi tutto…

“Giornata della memoria”: testimonianze in sala Paolo VI

Viviamo questa ricorrenza martedì 27 gennaio, ore 21.00: organizziamo una serata di riflessione in sala Paolo VI. Ci guidano per questo: Erminio Buratti e Massimo Buffa, che raccontano le vicende dei loro padri, Settimo e Giovanni, nei campi di concentramento e ci presentano la storia degli IMI (Internati Militari Italiani).