Mese: Dicembre, 2022

Dialoghi di Pace

Venerdì 13 gennaio alle 20.45 torna l’atteso appuntamento di “Dialoghi di pace”: lettura tra musiche e preghiere del messaggio di papa Francesco per la 56esima giornata mondiale per la pace «Nessuno può salvarsi da solo».

Ad onorare questa occasione ci sarà il nostro arcivescovo Mario Delpini. Raccomandiamo la presenza, anche per offrire una degna accoglienza.       Passate parola!
Vedi Volantino

Chi non potesse assistere alla celebrazione può sentire l’evento in streaming cliccando qui alle 20,45

Per leggere il messaggio di Sua Santità Francesco per la LVI Giornata della Pace clicca quì

 

 

 

 

Tra Noi 25/12/22 – Anno XXVI numero 43

  • ECCO – piccola storia natalizia
  • Prossime celebrazioni
  • La luce di Betlemme
  • Tombolata dell’Epifania
  • Dialoghi di Pace
  • Festa della famiglia
  • Centro d’ascolto
  • Raccolta offerte straordinarie
  • E altro ancora……leggi il notiziario completo

Caritas Parrocchiale

 

Il Centro d’ascolto Caritas chiuderà dal 29 dicembre e riaprirà il 12 gennaio. Per emergenze è sempre attivo il numero telefonico 02 6175475.

ECCO – Piccola storia natalizia

Un giorno l’accademia del dizionario propose una riunione di condominio, perché quel gran librone si stava popolando troppo e le parole non ci stavano più. Infatti, ogni tanto se ne presentava una nuova: qualcuna era straniera, ma ormai di uso comune; qualcuna era locale, inventata da giovani pieni di fantasia; qualcuna era clandestina, entrata nel linguaggio corrente senza permesso; qualcuna era difficile, complicava ciò che è facile; altre erano parolacce ma, si sa, erano sgradite. Inoltre, gli uomini, pur con un tale patrimonio di vocaboli a disposizione, ne usavano pochi per comunicare, quindi l’accademia si interrogò sulla questione. La discussione fu accesa, ognuno voleva dire la sua, e alla fine si decise che per restare nel dizionario ci volesse uno speciale passaporto. Molte parole furono allontanate, tra queste “ecco”, la quale si lamentava per il pessimo trattamento. Per tutta risposta ricevette un “sei solo un avverbio, o una interiezione, possiamo fare a meno di te!”. A nulla valse la sua difesa: “ma non vi siete accorti della mia presenza nel tempo di avvento?”. Infatti, ricorreva in diverse frasi: “ecco, sono la serva del Signore!” esclama Maria; “ecco cosa ha fatto di me il Signore” sussurra Elisabetta; “ecco, gli apparve un sogno un angelo!” raccontano di Giuseppe; “ecco l’agnello di Dio!” indica Giovanni Battista; “ecco, la stella si fermò…” registrano i Magi.
Nessuno le diede retta, così “ecco” se ne andò vagando, e a chi la incontrasse, diceva: “non c’era posto per me nel dizionario”. Per caso o per destino, “ecco” trovò un uomo e una donna in attesa di partorire, in cerca di una camera, ma “non c’era posto per loro nell’albergo”. Si sentirono subito in sintonia nelle loro vicende. Ora, in quel mondo che dichiarava alla famiglia un “possiamo fare a meno di te”, le stelle erano spente, gli angeli muti, i pastori addormentati. Non avendo altro da fare, “ecco” li accompagnò fino ad una stalla dove il bimbo nacque e fu posto là dove mangiavano le mucche e le capre. Nessuno sa spiegare come, ma tutto cambiò: le stelle s’accesero, gli angeli cantavano, i pastori si svegliavano. E il presepe si riempì di gente, anche da lontano. Una voce annunciò: “ecco, è nato per voi un Salvatore!”. Con sua grande sorpresa, “ecco” tornò al suo posto nel dizionario. Ma per la gratitudine rimarrà legata a Gesù, tanto che la ritroveremo nella sua passione (“ecco l’uomo!”) e nella sua Pasqua (“è risorto, ecco io ve l’ho detto!”).
Dedicato a chi porta luce natalizia nel mondo, che ne ha bisogno.

                                            Buon Natale! Suor Giovanna, don Mathias, don Luigi, don Marco, don Andrea

Tombolata dell’Epifania

Il 6 gennaio alle ore 15.30 aspettiamo grandi e piccini nel salone dell’oratorio per la tradizionale tombolata!
Le cartelle si potranno acquistare direttamente all’apertura del salone alle ore 15.00: sarà una sfida all’ultimo numero per provare a vincere numerosissimi premi!

                                                                Non mancate!!!

Raccolta offerte straordinarie

Continua la raccolta straordinaria per la riduzione del debito della nostra Parrocchia.
Chi volesse contribuire lo può fare tramite un bonifico utilizzando l’IBAN intestato alla
“Parrocchia s. Pio X”.
Nuovo IBAN: IT28Z0623032620000015352162 (tutti zero) – Crédit Agricole.
Tutte le offerte, grandi o piccole daranno una concreta mano, grazie a tutti!

Tra Noi 18/12/22 – Anno XXVI numero 42

  • Dare alla luce di Alessandro D’Avenia
  • Verso il Natale
  • Caritas Parrocchiale – Mercatini di Natale
  • La luce di Betlemme
  • Sospensione attività Gruppo Missionario
  • Benedizioni di Natale
  • E altro ancora……leggi il notiziario completo

La luce di Betlemme

Nella Chiesa della Natività a Betlemme vi è una lampada ad olio che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall’olio donato a turno da tutte le Nazioni cristiane della Terra.
A dicembre ogni anno da quella fiamma ne vengono accese altre e diffuse su tutto il pianeta come simbolo di pace e fratellanza fra i popoli.
A Cinisello arriva grazie al gruppo scout della nostra città che l’accolgono per distribuirla in tutte le parrocchie. Nelle sante messe di Natale, sabato 24 e domenica 25, siamo invitati a portare una candela, che accenderemo alla fine della celebrazione e la porteremo a casa, come simbolo natalizio della nascita del Signore Gesù. Chi non possiede una candela di cera d’api, può acquistare il lumino in chiesa. Per rispettare l’ambiente consigliamo, una volta esaurito, di riportare il lumino in chiesa per essere riciclato in modo appropriato.

Caritas Parrocchiale – Mercatini natalizi

Grazie alla generosità dei nostri parrocchiani che hanno effettuato acquisti o lasciato offerte, unitamente all’impegno e alla collaborazione di diversi gruppi della parrocchia, siamo riusciti a raccogliere una somma  che ci permetterà di aiutare le persone in situazione di difficoltà che si rivolgono al nostro Centro di ascolto parrocchiale.           Un grazie di cuore a tutti.

Dare alla luce

Al Museo diocesano di Milano è esposto in visione per il periodo natalizio un capolavoro di Raffaello. Si tratta di una pala lignea diviso in tre scene, che faceva da base al dipinto collocato nella cappella degli Oddi in San Francesco a Perugia: annunciazione dell’angelo, adorazione di Magi e pastori, presentazione al tempio. Nella prima scena Raffaello dipinge la figura di un ragazzo che entra di corsa nella stanza di una ragazza. Entrambi hanno l’indice alzato, segno che stanno parlando. Al centro della scena non ci sono loro ma uno spazio vuoto, che permette di guardare attraverso una finestra spalancata il paesaggio. Di che parlano? Il messaggero (in greco angelo) le propone di diventare madre e lei chiede spiegazioni non essendo sposata. Nel mito antico quando un dio vuole una donna se la prende con la forza, qui no: dialogano. Lo spazio vuoto che separa il messaggero e la ragazza è la libertà: la Vita propone, l’uomo dispone. Davanti alla ragazza c’è un libro aperto, simbolo di ciò che permette di coltivare l’ascolto, un’immagine della «vita interiore». Questo dialogo tra la giovane e la Vita si apre sul mondo, rappresentato nel paesaggio e nella città fuori dalla finestra. La ragazza è la soglia su cui Dio si ferma: il limite della sua onnipotenza è la libertà. Non vuole burattini ma concreatori: qui il destino non è violento ma una scelta libera. Credenti o no, ognuno di noi nella sua unicità è la risposta a una chiamata a dare alla luce qualcosa che salva il mondo. «Salvare» significa infatti preservare dalla
distruzione, rendere integro, compiuto. Nel quadro Dio è dipinto alla finestra, in attesa di risposta. Natale è quindi fare spazio, ricevere l’ispirazione autentica e portarla al mondo nella propria carne.
Non c’è Natale senza con(ce)pimento: una ragazza di duemila anni fa mi ricorda che esistere non è «venire alle luci della ribalta» ma «dare alla luce nella carne». Il Natale che tutti, volenti o nolenti, festeggiamo, è iniziato nella stanzetta di una ragazza di un villaggio sperduto di due millenni fa. Se prendessimo la vita con la stessa serietà di questo racconto, quanto Natale concepiremmo ogni giorno! E poi quanta luce daremmo al mondo e quanto mondo daremmo alla luce!

Alessandro D’Avenia | 12 dicembre 2022