Vita comunitaria

Forti nella tribolazione

 

FORTI NELLA TRIBOLAZIONE

La comunione della Chiesa sostegno nel tempo della prova

 

Il libro con le preghiere della tradizione cristiana e la parola del Papa. Un piccolo aiuto per saper scorgere la vicinanza e la tenerezza di Dio in questo periodo di dolore, sofferenza, solitudine e isolamento.

A cura del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede

Libreria Editrice Vaticana

Messaggio dell’Arcivescovo: «La potenza della sua resurrezione»

 

In occasione della prossima Pasqua, in un contesto inedito come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza coronavirus, mons. Delpini ha scritto un «Messaggio di speranza» invitando i credenti a essere «sempre lieti nel Signore»​.

Leggi il messaggio dell’Arcivescovo

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Momento straordinario di preghiera in tempo di epidemia

“Da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori”.

È stata questa l’invocazione di papa Francesco durante il momento straordinario di preghiera che si è svolto in una piazza san Pietro completamente vuota e bagnata da una pioggia incessante e si è concluso con la Benedizione “Urbi et Orbi” accompagnata dall’indulgenza plenaria.

La meditazione di Papa Francesco

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Caritas Decanale: Parole da convertire – Domenica delle Palme

SESTA DOMENICA : LE PALME (GV11,55-12,11)

DALLA SOLITUDINE AL CAMMINARE INSIEME CON GESU’

 

“Camminiamo insieme, pregando l’uno per l’altro e facendo opere di carità. E così facciamo la comunione in cammino con Gesu’.”

PAPA FRANCESCO – UDIENZA GENERALE

Caritas Decanale: Parole da convertire – 5a Domenica di Quaresima

QUINTA DOMENICA  DI QUARESIMA: LAZZARO (GV11,1-3)

DALLA  TRISTEZZA  ALLA VITA

 

“Gesù ci ricorda che il vero significato del nostro esistere terreno sta alla fine, nell’eternità, sta nell’incontro con Lui, che è dono e donatore, e ci ricorda anche che la storia umana con le sue sofferenze e le sue gioie deve essere vista in un orizzonte di eternità, cioè in quell’orizzonte dell’incontro definitivo con Lui.”

PAPA FRANCESCO – ANGELUS DOMENICALE

Riflessione sul Vangelo della Samaritana

 

Pubblichiamo la riflessione che un’amica d’infanzia di Don Emilio ha inviato sul Vangelo della Samaritana

 

 

Forse Gesù era talmente stanco e sfinito che per una volta non ha badato a sottigliezze ed anche lui, ad una donna, ha ordinato: “Dammi da bere.”

Per due volte lo ripeterà, la seconda volta con l’aggiunta di un punto esclamativo “…dammi da bere!…”

Il fatto è che quel giorno, a quell’ora, in quel luogo, non venne Rachele al pozzo ma una donna samaritana.

Gesù, stanco, non si aspetta di incontrate una donna più stanca di lui. Talmente stanca che osa provocarlo. Tanti sono gli uomini che le hanno sempre dato ordini e lei ne ha fin sopra i capelli!

Quanta ironia leggo nella sua risposta: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?»

La donna osa controbattere e Gesù “pizzicato” sembra accantonare la stanchezza e scocciato, quasi “vantandosi”, dice: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice…”  come dire “ma tu sai chi sono io?”

Gesù è scocciato ma la donna non si dà per vinta, si sente alla pari, le sta di fronte e la sua risposta è ancora più sfacciata: “Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva?” come dire “sarai anche quel che dici ma se un secchio non ce l’hai non puoi bere!”

Gesù a questo punto si accorge di lei; questa donna non scherza, è stanca, più stanca di lui, forse ne ha passate troppe ed anche lei ha sete!

Gesù tenta di placare la sua sete e le annuncia dell’acqua che disseta per la vita eterna… “parole, parole, parole”, cantava Mina, le ferite della samaritana sanguinano ancora; troppe le promesse ed i sogni infranti così incalza: “Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua” ovvero “opera ciò che dici! Voglio fatti non parole.”

Gesù è messo all’angolo, la donna non scherza, vuole scavare fino in fondo, vuole sapere della SUA sete non più di quella dell’ALTRO che troppe volte l’ha inaridita.

Gesù ora comprende e, come lei desidera, colpisce nel profondo: “Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui”.

e lei “Io non ho marito”,  io non conosco uomo che si possa dire marito, carne della mia carne, ossa delle mie ossa.

A Gesù non resta altro che accogliere tutta la sua sofferenza e accogliendola esclama: “Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”.

Acqua, finalmente! La donna non si sente giudicata, non è più la samaritana sbagliata, ribelle. L’amore che desidera, la sua sete, è un desiderio legittimo! E’ cosa buona e giusta attendere un amore così: che sia carne ed ossa.

Finalmente qualcuno sa “quello che ha fatto”, a Gesù ha potuto confidare la sua sete e lui le ha rivelato che desiderare di essere amata non è un’attesa sbagliata ma necessaria più dell’acqua!

Chissà se la gente si è accorta dello sguardo liberato della donna, chissà se gli apostoli hanno compreso il motivo per cui Gesù non aveva più né fame né sete.

Anche lo sguardo di Gesù, dopo l’incontro con la donna, è oltre; oltre la semina e la fatica il raccolto è dinnanzi ed è per tutti.

“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.  Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.

La donna ha finalmente incontrato lo Sposo e Lui è per lei.

«Signore, manda l’angelo dell’Annunciazione da ciascuno di noi»

Nel Duomo deserto la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo in suffragio per le vittime del virus.

Leggi l’omelia dell’Arcivescovo

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Messaggio da un Vescovo del Libano

 

Un caro amico di Don Emilio, vescovo libanese, ci ha inviato questo messaggio di vicinanza.

 

Carissimo Don Emilio,

Quanto mi sento vicino a te a ai tuoi parrocchiani e a tutti i fedeli della diocesi di Milano in questo tempo della pandemia di coronavirus.
Vorrei assicurarvi della mia unione di preghiera chiedendo al Signore Dio di Misericordia di darvi coraggio, sollievo e buona salute per tenere fermi nella fede e nella speranza in questa prova.
La quaresima dell’anno 2020 resterà per la storia impronta del coronavirus, perchè soprattutto ci avrà fatto portare la croce con Gesù per meritare con lui la nostra risurrezione e la rinascita di un mondo nuovo più umano e più vicino a Dio.
Coraggio e rileggeremo le nostre sofferenze di questo tempo con lo sguardo dei risuscitati!

Mgr Mounir
Vostro fedele amico dal Libano

Quarta di Quaresima, il sussidio per la preghiera in famiglia

Quarta di Quaresima, il sussidio per la preghiera in famiglia

Anche per la quarta domenica di Quaresima il Servizio per la pastorale liturgica ha predisposto uno schema di preghiera per celebrare la fede nelle nostre case dal titolo  «Perché sappiamo vedere le tue opere».

Il momento di preghiera potrebbe essere inserito prima e/o dopo la celebrazione eucaristica con l’Arcivescovo trasmessa da Rai3 alle 11.

Caritas Decanale: Parole da convertire – 4a Domenica di Quaresima

QUARTA DOMENICA  DI QUARESIMA : IL  CIECO NATO (GV9,1-38)

 DALL ‘ IGNORANZA   ALL’AFFIDARSI

 

“Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”.
– “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”.
– “Lo hai visto: è colui che parla con te”.
– “Credo, Signore!”. E si prostrò davanti a lui.