Sei nella festa! Messaggio dell’Arcivescovo Mario per gli oratori

«Il regno dei cieli è simile a un re,
che fece una festa di nozze per suo figlio»
(Mt 22,2)
La festa è invito. Gesù parla sottovoce. Ecco, l’oratorio non è fatto solo di muri, di campi, di sale, di programmi. La comunità cristiana vuole invitare all’incontro con il Signore Gesù i ragazzi e le loro famiglie, gli adolescenti, i giovani, i volontari. La comunità cristiana vuole invitare tutti: gli sportivi e gli intellettuali, i ragazzi e le ragazze dotati di ogni abilità e agilità e i ragazzi e le ragazze dotati di lentezza e di invocazione d’aiuto. Ma la festa trasfigura e rende degni di stare alla presenza del Signore, indossando l’abito nuziale (Mt 22,12).
«E cominciarono a far festa»
(Lc 15,24)
La festa è incontro. Gesù è in mezzo ai suoi discepoli. Ecco: Entrare! Partecipare! In oratorio non si va per guardarsi intorno, per essere spettatori. Chi entra è parte della squadra, del gruppo, della preghiera, del coro, dell’organizzazione. Non si entra in oratorio per farsi servire, ma per servire, costruire amicizie, moltiplicare la gioia.
«Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini»
(Mt 5,16)
La festa è messaggio. Gesù manda i suoi discepoli per essere “luce del mondo”. Ecco: sorridere! L’oratorio è come uno scampanìo festoso: le campane che suonano a festa fanno sapere a tutta la gente che c’è un popolo contento di radunarsi. Così l’oratorio fa sapere che c’è una casa per partecipare all’amicizia con Gesù. I ragazzi dell’oratorio trovano le occasioni per invitare tutti. Non si vergognano di dire: «Io vado all’oratorio, io sono amico di Gesù, io vado a messa». Vorrebbero rendere tutti partecipi della luce che è stata accesa in loro, della gioia che hanno ricevuto, della vocazione a servire con cui sono stati chiamati e di cui sono fieri.
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