“Lettera alle comunità cristiane sulla celebrazione delle esequie e la professione di fede nella resurrezione”

Nella ricorrenza della Commemorazione dei defunti (2 novembre), il nostro Arcivescovo ha scritto alcune indicazioni pratiche in una lettera.
Egli richiama anzitutto la dimensione comunitaria dei funerali: «Il dolore per la morte di una persona cara è intimo, ma non privato, la dimensione comunitaria del dolore e della speranza deve essere custodita da tutta la comunità». Un paragrafo della Lettera è dedicato al rapporto con i familiari e al ruolo delle agenzie funebri: «per quanto possibile, i ministri cerchino un rapporto diretto con la famiglia del defunto, dove si può concordare la forma della celebrazione secondo la sensibilità delle persone e le consuetudini della parrocchia. Il servizio delle onoranze funebri non sia un filtro, ma un tramite per l’incontro con i parenti». In ogni caso, precisa, «la scelta tra la celebrazione della Messa e la liturgia della Parola non può essere l’imposizione di uno schema uniforme o una scelta compiuta solo dal celebrante».
Ancora: «Per la celebrazione del funerale non c’è una tariffa da versare alla parrocchia, ma è gradita un’offerta per le sue necessità e le spese sostenute anche per il funerale stesso». Quanto ai discorsi di congedo, «questi rischiano a volte di essere troppo numerosi, lunghi e sgraziati. Perciò sarebbe opportuno concordarli preventivamente con chi presiede. In ogni caso è consigliabile che la celebrazione sia terminata». In un altro passaggio affronta il tema della sepoltura e della custodia delle ceneri e propone di dedicare «un momento comunitario per accogliere in cimitero e benedire le urne». Infine l’Arcivescovo ritorna sulla necessità che la comunità accompagni le persone nel dolore «con segni di attenzione e di prossimità: si è creato infatti un vuoto che non si può colmare, una pena che non si può consolare se non con intensa preghiera e sollecitudine fraterna».
Per questo ribadisce l’importanza della preghiera di suffragio per i defunti: «La preghiera per i defunti esprime la fede della comunità cristiana che la vita non è tolta, ma trasformata e a chi muore in pace con Dio è dato il possesso di una gioia senza fine».
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