Incontro con don Ado a La Maddalena

14.8.2026  Don Andrea Gilardi:

La Maddalena 1

Dici “La Maddalena” e pensi al mare cristallino, luogo di vacanze e turismo. Di fatto, lo è: ogni caletta, scoglio, spiaggetta è incantevole per fermarsi e farsi un rinfrescante bagno. Posti magici alla vista, freschi in un’estate di caldo infernale. Luogo di attrazione per centinaia di barche, di cui la maggioranza sono yacht di varie dimensioni e prezzi. Il lusso delle imbarcazioni fa apparire l’isola come un club per privilegiati. Prezzi da vip e vestiti firmati ovunque. Che tra l’altro, sentendosi ricchi e padroni, si infilano dove non possono e navigano senza rispetto. Uno di questi, nuovo di pacca, naufraga vicino a Porto Cervo: ha solo 4 giorni, vale 8 milioni. Don James ed io siamo qui per incontrare don Ado, da settembre nella nostra parrocchia, e attualmente residente nella parrocchia della donna del vangelo, che da il nome all’isola. Passiamo del tempo con lui… Cominciano così i primi racconti. Ci accompagnano i locali preti, ci accolgono nelle loro case. Quella centrale, appunto de La Maddalena, una chiesa schiacciata da vicoli stretti ed irregolari, case antiche e piccoli negozi. L’altra chiesa, dedicata al Getsemani e agli agonizzanti, nel quartiere Moneta: inserita nell’Oasi Serena, ha spazi per l’oratorio, una casa di riposo per anziani, e stanze per l’ospitalità

La Maddalena 2

Questi incontri ci consentono di conoscere la vicende locali, la storia di quest’isola, che prima del turismo ha conosciuto le ristrettezze della povertà, di gente che vive di pesca e pascoli, e storie di invasioni. Da qui sono passati i pirati, gli inglesi, i francesi, gli spagnoli. Napoleone ha tentato un attacco ma è stato rispedito dal capitano Millelire, un nome un programma. Poi è storia lunga di postazioni militari, ce ne sono ovunque. La Marina Militare italiana, una base Usa con sommergibili nucleari (dismessa dal 2008) e avanzi della seconda guerra mondiale. Ci sono anche i resti di costruzioni per un G8 del 2009, poi spostato a L’Aquila in tempo di terremoto: i lavori sono sospesi fino a nuovo ordine. Visitiamo anche l’isola di Caprera, casa e tomba di Garibaldi. Non a caso è piena di capre e solitudine. Una piccola chiesa, dedicata alla Madonna della Pace, funziona da eremo e location per matrimoni internazionali. Celebriamo insieme alla comunità locale i 101 anni del fu don Salvatore Vico, servo di Dio e fondatore di una congregazione di suore. In effetti ce n’è una numerosa rappresentanza. E vuoi che non troviamo qui una parrocchiana di San Pio x? Infatti c’è, con reciproca sorpresa. Altra visita importante nell’entroterra. A Castelsardo, splendida rocca esposta al mare, siamo accolti da suore Celestine, l’azzurro di Maria è d’obbligo ovunque. A Tempio Pausania, centro della diocesi e della lavorazione del sughero. Fu anche casa e luogo del rapimento di De Andrè, (la famosa Anonima Sarda) a cui si dedica l’annuale concerto, con ospiti politici discussi e poco graditi.

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infine, la visita alla casa delle suore vincenziane, che accolgono studenti e lavoratori e ricordano che la carità è necessaria anche in quest’isola di gente danarosa. Di fatto, quando i turisti (circa 100.000) se ne vanno, l’isola ritrova se stessa, le sue storie di sempre, circondate da uno splendido mare, che se non è amato può diventare uno schiacciante esilio e invita a forzate migrazioni.

Ultima visita a Palau, don James conosce un altro tanzaniano, con una chiesa impreziosita da un magnifico enorme mosaico e opere preziose.

Bene, tutto questo per incorniciare i sei anni di don Ado. Qui ha imparato l’italiano e compiuto le prime esperienze pastorali. Molto chiedono com’è… Lo conosceremo da settembre… Lo aspettiamo quindi a Cinisello, che non è un’isola come La Maddalena, ma può essere felice.    Aio.

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