Visita alla Casa della Carità “Angelo Abriani”

Alle 10 arriviamo davanti a un grande edificio su cui campeggia la scritta “Casa della Carità A. Abriani”. Anni fa era una scuola abbandonata, ora è una struttura ordinata e gradevole.
Dalle finestre sporgono lenzuola bianche, ci spiegano che sono le “vele di pace” a sostegno della “Sumud Flottilla”. Ci accoglie suor Cristina Viganò (Ordo Virginum di Milano), che ci guiderà all’interno della Casa, e che ci spiega come qui il card. Martini con don Virginio Colmegna, grazie al lascito di Angelo Abriani, nel 2002 ha dato concretezza a quanto scritto nella lettera “Farsi Prossimo”. Entriamo in una sala del piano rialzato varcando la “Porta Santa” rappresentata da un murales sul quale è ripetuto in diverse lingue “Benvenuti”, in un angolo spicca il ritratto di Luigi Malabrocca, quel ciclista famoso per arrivare sempre ultimo al Giro d’Italia, a significare che qui c’è posto anche per gli ultimi. Avvertiamo di trovarci in un ambiente organizzato, quasi un’azienda con una propria struttura gerarchica, dove però i rapporti sono amicali e per nulla formali (come dice Cristina, cerchiamo di considerare gli ospiti come nostri datori di lavoro) e dove trova spazio anche una bellezza discreta (quadri e foto d’autore alle pareti). La Casa è suddivisa in sezioni: i servizi (mensa, docce, lavanderia, etc.), piano uomini, piano donne, minialloggi temporanei per qualche famiglia, biblioteca, uffici, ambulatori, aree giochi. È domenica e non c’è molto via vai, il personale e gli ospiti (di diverse nazionalità e condizioni) sembrano una grande famiglia, ci si conosce e ci si saluta. Quando è stata realizzata questa Casa, una delle preoccupazioni degli abitanti nel quartiere era che l’arrivo di stranieri e senza tetto avrebbe creato problemi di convivenza e disordini. Ma il tutto fu risolto con un’idea interessante (da replicare anche in altri contesti!): aprire la Casa e far incontrare abitanti e ospiti, la reciproca conoscenza avrebbe allontanato le paure. Da allora la Casa per un paio di giorni alla settimana è anche un ritrovoper gli anziani del quartiere. I problemi da affrontare sono comunque molti, per questo la struttura si avvale di consulenze e professionisti (medici, psichiatri, avvocati, interpreti,etc.). Oltre a essere il domicilio legale per quasi 5000 persone, la Casa oggi ospita circa 90persone, altre sono accolte nelle strutture periferiche della città, per tutte l’obiettivo è rimetterle nelle condizioni di riprendere una vita normale aiutandole a risolvere i problemi che le hanno spinte a bussare alla Casa. Parlando e girovagando tra le sale arriviamo all’appuntamento delle 12 per la S. Messa al piano superiore (dove c’è una piccola cappella,sempre aperta). Celebra don Virginio, partecipiamo con altri amici della Casa e qualche ospite cattolico. La visita si conclude con un sobrio, ma gradito, pasto nella mensa assieme ad alcuni ospiti e a Cristina, che alle 14 salutiamo e ringraziamo dandoci l’arrivederci a Cinisello, si perché nel frattempo abbiamo scoperto che lei è una delle suore laiche diocesane che vivono in comunità a Cinisello S. Eusebio!
Tutte le domeniche nell’anno del Giubileo la Casa è aperta e visitabile.
Per maggiori informazioni si veda il sito:  clicca qui
26 ottobre 2025, Milano via F. Brambilla n.10.
                                  Ornella e Roberto Danna, Maria e Piero Salvetto, Antonietta e Massimo Buffa

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