Stanchi di camminare cominciarono a correre – Pasqua 2026

Sorgeva l’alba sulle strade vuote di Gerusalemme. Sui ciottoli gocce di sangue indicavano la strada verso il Calvario e il giardino dei sepolcri. L’aria era densa di desolazione, tanto da poterla masticare. Gli amici di Gesù camminavano tra i viottoli come gatti randagi in cerca di briciole, persi di tristezza. Ma quello che non fece la testa lo fecero i piedi. Infatti successe una cosa che nessuno aveva previsto: i piedi cominciarono a chiacchierare. I primi a pronunciarsi furono quelli di Maria di Magdala. «Andiamo al sepolcro!» incoraggiò il sinistro. «Va bè, ma potevi almeno metterci dei sandali più comodi», brontolò il destro. «Suvvia, non pensare alle vesciche: è l’alba più importante della storia!». Maria non li sentiva e si lasciava trascinare. Ciò che vide le inchiodò proprio i piedi a terra: la pietra era stata rotolata via. «Oh!» disse il destro. «Oh davvero! – ripeté il sinistro, più intuitivo – qui c’è aria di sorpresa!». Poi una voce, vicina eppure lontana, le parlò con dolcezza.   Al piano inferiore i piedi di lui salutarono allegramente i piedi di lei. Portavano ancora il segno dei chiodi ma parevano leggeri, come una gentile concessione della gravità. Un calore nuovo accelerò il sangue nel corpo della donna e i piedi cominciarono a scalpitare.
Maria raggiunse quindi Pietro e Giovanni, lenti e pesanti, e i suoi piedi gridarono: «Laggiù, presto! Correte sciocchi!». I piedi del giovane scattarono come quelli di un atleta, pareva che volassero (non a caso lo chiamavano “aquila”), mentre l’altro partì con un ritardo filosofico. «Coraggio, sbrigatevi!» dicevano i primi. «Non è una gara!»
risposero gli altri. Arrivando alla tomba aperta, gli occhi furono attratti dalle bende, mentre i piedi guardavano le orme lasciate dal corpo del Signore: saltellando qua e là disegnavano passi di danza. Una voce dal suono luminoso li raggiunse: “Alleluia!”
I piedi destri si guardarono: «traduzione?». I sinistri: «Vai che si corre!». E fu proprio così, anzi, dopo tanto camminare ora che correvano non sentivano più nemmeno la stanchezza. La stessa voce angelica li accompagnava con parole armoniose come una poesia:

Elogiamo i piedi!
Perché reggono l’intero peso.
Perché portano via.
Perché gli antichi li amavano
e per prima cura
li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare
dondolandosi davanti a un muro
o ripiegati indietro da un
inginocchiatoio.
Perché mai capirò
come fanno a correre
contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri
e sanno ballare.
Perché non sanno accusare
e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
(Erri de Luca)

I piedi stessi si sentirono ancora più incoraggiati e leggeri. Perfino ringiovaniti dalla lieta accoglienza delle altre persone in attesa sulle strade, che gli gridavano così: “Come sono belli i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annuncia la pace!”

Buona Pasqua dunque ai nostri piedi!
Don James, don Marco, suor Giovanna, suor Donatella, don Andrea

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