Più di tutto, il Pane! In cammino verso la mangiatoia del Signore – I domenica di Avvento

C’è un profumo nell’aria, all’inizio del tempo di Avvento. Non è quello dei biscotti al burro o del vin brulè, bensì del pane. Quello che sa di casa e di mani che lavorano con amore. Il pane è simbolo familiare: lo spezziamo, lo condividiamo, lo cerchiamo quando manca. Dio ha scelto di farsi piccolo e di farsi pane: per essere vicino, per nutrire, per ricordarci che la fede non è una teoria, ma un impasto da lavorare ogni giorno.
Risulta quindi ben adatto il segno del “pane del Giubileo”: è possibile acquistarlo ogni domenica e il ricavato sarà devoluto al Patriarcato di Gerusalemme (Cardinal Pizzaballa) per sostenere gli aiuti per la popolazione di Gaza. Come si usa questo pane? Lo si può condividere durante il pasto in famiglia, un pezzo per uno, con una preghiera. È il gesto di carità che completa il nostro cammino giubilare: dai piccoli gesti ai processi profetici che cambiano il mondo.
Ogni domenica è occasione per conoscere quindi una esperienza concreta, perché chi dà da mangiare guarisce il mondo. Oggi, proprio per dare voce alla “fame di pace” proponiamo una esperienza di integrazione, chiamata Neve Shalom, “oasi della pace”. È un villaggio composto da una cinquantina di famiglie palestinesi ed israeliane, fondato a Gerusalemme nel 1972 da Bruno Hussar, un sacerdote cattolico domenicano: egli nutriva la visione di un luogo di coesistenza delle diverse religioni in modo pacifico attraverso varie attività:
 Il nido, l’asilo e la scuola elementare, aperte anche ai bambini dei villaggi vicini provenienti da comunità arabe ed ebraiche. Gli insegnanti (ebrei e palestinesi) fanno lezione nella propria lingua ma si rivolgono a tutti gli scolari, in modo che imparino le reciproche culture;
 La Scuola per la pace, per il superamento dei conflitti;
 Il Centro Spirituale che promuove attività con una dimensione spirituale relativa alle identità religiose di Israele e Palestina.  Ci accompagna anche il segno del pane azzimo, tipico di quella regione. A questo chiediamo anche di associare la tradizionale corona di avvento.
L’Avvento non chiede perfezione: chiede cuori lievitati dall’amore.
Buon cammino!                              Don Andrea

Per vedere l’esposizione in chiesa clicca qui

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