Più di tutto, il Pane! In cammino verso la mangiatoia del Signore – VI domenica di Avvento

Ci sono luoghi dove si mangia bene e ci si torna volentieri, altri dove ci si sente a casa. A volte coincidono. Ormai siamo alla soglia del Santo Natale e la nostra fede sente che lo sguardo viene attirato da quella povera, lontana, nascosta stalla dove il Signore ci aspetta. Il luogo è Betlemme, in lingua ebraica “Casa del Pane”: una conclusione che ben si adatta al cammino delle domeniche di Avvento, incentrate sul pane. Abbiamo condiviso il pane del Giubileo, il cui ricavato sarà devoluto al Patriarcato di Gerusalemme (Card. Pizzaballa) per sostenere gli aiuti per la popolazione di Gaza. Abbiamo conosciuto opere di carità che aiutano le persone nei loro bisogni elementari, a partire dalla fame del corpo. Oggi invece lasciamo parlare un’altra fame, spesso sottovalutata o esiliata in un angolino: la fame di Dio. Non è un caso che Gesù nasca in una mangiatoia nella “casa del pane”.
Nella tradizione antica, alcuni padri della Chiesa parlano della mangiatoia come del luogo del peccato, della lontananza da Dio: come l’animale torna alla greppia, così l’uomo torna al proprio peccato. Allora Dio, volendo ritrovare l’uomo, va a cercarlo proprio lì, sapendo che a quell’appuntamento l’uomo non mancherà. Per poterci incontrare, il Figlio di Dio si spoglia della propria gloria divina e si abbassa fino ad umiliarsi. Grazie a lui, la mangiatoia del peccato diventa la mangiatoia della salvezza.
Questo ci rende capaci di gesti semplici e grandiosi. Per esempio oggi stesso potremmo offrire un pane al nostro vicino. Ognuno scelga il pane che preferisce: quello del Giubileo, il panettone, il pane sardo o cos’altro. Alla fine conterà il gesto. Decidiamo anche di partecipare alla celebrazione natalizia: lì il Signore ci aspetta, perché ci sono tanti posti dove poter mangiare e saziareil corpo, ma uno solo è “Casa”, dove si è attesi.
Ci vediamo presto, allora.
Don Andrea

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