Più di tutto, il Pane! In cammino verso la mangiatoia del Signore – III domenica di Avvento

Un aforismo simpatico cita così: “guardami come guarderesti una pasta alla carbonara!”. Esiste infatti una fame che tocca lo stomaco, ma anche un’altra che riguarda la persona intera: è la fame di buone relazioni, di creare amicizie che restano nel tempo, di stabilire dei legami forti che vanno oltre le differenze personali. Non uno sguardo distratto o superficiale, né tanto meno una sfuggente indifferenza, ma una vicinanza sincera, perfino appassionata. Come appunto si guarda un piatto di pasta alla carbonara, che ci apre lo stomaco già con il suo profumo. Il nostro cammino di Avvento ci stimola a costruire relazioni di questo tipo. È una forma di carità che facciamo anche a noi stessi, per superare le nostre solitudini.
Ci fanno buona compagnia gli amici di Anffas, del Sorriso, l’Associazione Sordi e Mirabilia Dei, che ci indicano la strada dell’inclusione, la cura delle fragilità, il farsi carico gli uni degli altri, la capacità di parlare con linguaggi diversi.
Continua anche il percorso della benedizione natalizia nelle case: vogliamo vivere anche questa breve occasione d’incontro come un segno che il Signore cerca la nostra vicinanza.
Rimane il segno del pane del Giubileo, che si può acquistare ogni domenica nella nostra chiesa: il ricavato sarà devoluto al Patriarcato di Gerusalemme (Card. Pizzaballa) per sostenere gli aiuti per la popolazione di Gaza. Anche in questo caso è un segno di carità, il modo per farsi vicini a gente lontana che ha bisogno di tante cose, tra cui mangiare.
Chi offre il cibo può guarire il mondo. Come si usa questo pane? Certamente va mangiato, come ogni alimento. È opportuno condividerlo durante il pasto in famiglia, un pezzo per uno, meglio se con una preghiera. Accanto al pane del Giubileo, troviamo oggi una pagnotta grande, e un quadretto di persone che si intrecciano con gli elastici, simbolo di unità e condivisione. In effetti un pane di queste dimensioni non lo puoi mangiare da solo, ma insieme con altri.
Con questi segni ci avviciniamo al santo Natale. Anzi, ecco un dettaglio per il nostro presepe: mettiamo in evidenza proprio la mangiatoia.
Lì, il Signore aspetta.                                                              Don Andrea

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