Più di tutto, il Pane! In cammino verso la mangiatoia del Signore – II domenica di Avvento

Cura il mondo chi gli offre da mangiare: questa terapia indolore e non invasiva risponde ad una esigenza fondamentale dell’essere umano, ovvero dare una risposta alla fame. Quella dello stomaco certamente, ma anche a quelle dell’anima. Per questo il segno del nostro percorso d’Avvento è il “pane del Giubileo”, che si può acquistare ogni domenica nella nostra chiesa: il ricavato sarà devoluto al Patriarcato di Gerusalemme (Card. Pizzaballa) per sostenere gli aiuti per la popolazione di Gaza. Il suo significato è legato alla carità: da quella spicciola, di gesti comuni, a quella profetica, di processi che sanno trasformare la realtà.
Il nostro cammino oggi tocca Trieste e Lampedusa, due luoghi di confine e di passaggio dei migranti, dalla rotta balcanica e dalle terre d’Africa. Qui avvengono due gesti, che rispondono alla fame di cura e di accoglienza.
A Trieste esiste “Linea d’Ombra”, un gruppetto guidato da una coppia, Lorena e Gianandrea, che ogni sera in Piazza del Mondo curano i piedi dei migranti, massacrati e piagati da cammini tortuosi: un gesto che ricorda quello di Gesù nel cenacolo. Inoltre gli offrono scarpe per poter proseguire il loro viaggio e cibo preparato da gruppi provenienti da tutta Italia: si chiamano “Fornelli resistenti”. Stiamo cominciando a conoscerli anche noi a Cinisello, per poterci attivare e dare un aiuto concreto proprio in quella piazza.
A Lampedusa, sul molo Favarolo, quando approdano le barche, i migranti trovano ad attenderli, tra gli altri, i volontari della parrocchia, spesso con le suore, per offrire le prime necessarie attenzioni: cure sanitarie, cibo ed acqua, sandali e ciabatte per i piedi. Sono i gesti della cura, che mettono a proprio agio le persone, specialmente se hanno attraversato luoghi disumani e violenti.
In entrambi i casi, chi riceve queste attenzioni resta spiazzato perché, dopo aver ricevuto violenze e maltrattamenti d’ogni tipo, si perde fiducia nel prossimo e si è portati a pensare che tutto il mondo sia disumano.
La tenacia di questi gesti ci ricorda proprio la fame della cura.
Ci accompagna oggi anche il pane tipico friulano (la Pinza) e siciliano (la Mafalda). Ci avviciniamo alla mangiatoia con i passi di una Carità vissuta. Buon cammino!

Per vedere l’esposizione in chiesa clicca qui

Nessun commento

Aggiungi commento