Pellegrinaggio a Malta, dal 2 al 7 febbraio 2026

MALTA 1- giorno 2 febbraio

E sia! Ci siamo arrivati! Il gruppo è di quelli numerosi, comprende la parrocchia San Pio x, San Giuseppe e Mimma e Antonella di Sesto. Portiamo sui nostri zainetti i segni dei pellegrinaggi precedenti: Fatima in Portogallo, al santuario di Maria; Assisi, sui passi di San Francesco e Santa Chiara; Cipro, sui passi di San Barnaba e di San Paolo. In questi giorni dunque siamo a Malta, cercando le tracce dell’Antico passaggio di San Paolo mentre stava compiendo il suo viaggio verso Roma, e anche dei famosi Cavalieri di Malta che hanno caratterizzato fortemente la storia dell’isola. L’isola in sé ci accoglie bene dopo un viaggio piacevole in aereo, con un tramonto che colora di rosso il mare circostante e una temperatura gradevole. L’arrivo in albergo e una frugale cena a base di mille portate a scelta soddisfano il nostro appetito. Ci dà il benvenuto a sorpresa il gigante Massimo, di piodecima origine. La sera è libera e ci permette di fare due passi sul lungomare, accostando La baia di San Paolo, il luogo dove l’apostolo naufragò e fu salvato dagli isolani. Nella pur breve permanenza di Paolo su questa isola si scrivono le prime note della vita cristiana. Preghiamo anche per ricordare le suore nel giorno dedicato alla vita consacrata. Paolino fotografa la luna sui volti del nostro gruppo: bella idea, appena in tempo, dopo 5 minuti arrivano le nuvole. E giunse la notte: buon riposo e buon risveglio!

MALTA 2 – giorno 3 febbraio

L’alba ci precede e annuncia una giornata luminosa. Anche i cuochi locali fanno lo stesso con una colazione abbondante: ce n’è per un esercito. Conosciamo la nostra guida Cristina che ci accompagna alla scoperta dell’isola. Anzi, ci guida l’autista, che decide lui il programma: cambiando gli addendi la somma è invariata. Va bè, guida lui… Visitiamo quindi Rabat. Mentre camminiamo sulle vie in senso contrario (qui si guida come in Inghilterra), scopriamo che il nome Malta viene dal greco “melite” che sta per miele, forse per il colore della pietra, o per il miele stesso. Sui balconi sono appesi le bandiere dei santi, da gente devota, tra cui Sant’Agata è San Publio, patroni dell’isola con san Paolo. Entriamo nella cosiddetta grotta di San Paolo: qui dopo il naufragio rimane rinchiuso tre mesi. Sembra di sentire la sua presenza, che non è passata inosservata. Visitiamo le catacombe e i rifugi del tempo di guerra. Passiamo poi a Mdina, la città fortificata: all’ingresso c’è uno strumento di tortura a cui si sottopongono Paolino ed Erminio. Visitiamo il palazzo dei nobili che avevano ricevuto i beni dalle monarchie siciliane. Invece quando arrivano i Cavalieri, loro si stanziano a Birgu sul mare perché avevano la flotta: Mdina diventa così la città vecchia. Inoltre il maremoto del 1693 la rovina ulteriormente. Allora il Gran Maestro fa sistemare il palazzo per usarlo come casa di campagna… Insomma, questo Cavalieri ci sapevano fare. Per il pranzo siamo ospitati in una parrocchia che ci offre specialità maltesi. È un buon momento, ci sentiamo come a casa. Nel pomeriggio visitiamo la chiesa della Rotonda di Mosta, a modello del Pantheon romano, ma più bello. Celebriamo la messa e riceviamo la benedizione dei pellegrini. Al ritorno in albergo ci dedichiamo un’altra passeggiata sul lungomare, tra colori rosati e venticello gradevole. Dopo un’altra cena da elefanti, con risotto molto ricercato, serata d’azzardo, tra giochi e chiacchiere. Apprezziamo gli uomini al biliardo e biliardino, e le signore con le carte. Così la notte giunge, portando la notizia triste della morte di don Rinaldo, rip: buonanotte e buon risveglio

MALTA 3 giorno 4 febbraio

Il buongiorno si vede dal mattino: piove e tira vento. Anzi, il bongiu, perché nel linguaggio maltese diverse parole finiscono in u. Comunque piove e oggi è il giorno della traversata all’isola di Gozo. Dovremmo visionare qualche tutorial su come fare in caso di naufragio. Tra l’altro , proprio ciò che successe a San Paolo. In realtà il primo pericolo riguarda l’autista indiano, che percorre le strade dell’isola come se fosse a Monza. Così, tra antiche postazioni di controllo costruite dai cavalieri e paesaggi verdi di collinette graziose viaggiamo sparati verso il porto. La traversata con il traghetto verso Gozo tra venti e mare agitato rimane comunque un’avventura. Solo qualche giorno fa c’erano onde alte mille metri! (Dicono) In ogni caso 20 minuti di ballo col mare ci lasciano ben spettinati. Ci avviamo di nuovo, con una breve pausa foto sulla scogliera, per visitare la graziosa cittadella di Gozo, dominata da San Giorgio: è ovunque. La patrona però è Sant’Orsola. Piccole strade caratteristiche rendono il luogo piacevole. Giungiamo anche nel cuore della città, la parte ormai abbandonata. E di nuovo piove, va bè. Pranzo in loco e ripartenza verso la chiesa di santa Maria Assunta in ta’ pinu: una bellissima visione! Il racconto della presenza miracolosa di Maria è accompagnato dai tanti ex voto di ringraziamento. Anche noi deponiamo qui le nostre intenzioni, specialmente durante la messa, quando compare il vescovo proprio nel momento in cui viene nominato, sbagliando nome. Si ritorna, stesso percorso è ancora vento. Sfioriamo l’isola di Comino, con ben due abitanti, e approdiamo. Qui, curiosamente, si paga solo il viaggio di ritorno. Di nuovo l’indiano spericolato, poi è l’ora del riposo e la cena. Conquistiamo lo spazio giochi e ci salutiamo con la compieta. Buonanotte, buon riposo, buon risveglio.

MALTA 4 giorno 5 febbraio

Milano, dicono, si sveglia con la nebbia, ci vogliono le torce delle Olimpiadi per fare luce. Invece qui il sole ci preannuncia una giornata diversa da ieri. Oggi, dopo una parca colazione, ci rechiamo a La valletta, la città dei cavalieri di San Giovanni (Battista). Per i maltesi è l’unica città degna di questo nome, il resto sono villaggi. Il racconto della guida parte da Gerusalemme, dove nasce l’ordine come servizio ospedaliero per i pellegrini di Terrasanta, intorno al x secolo. Poi diventa armata durante le crociate. Il simbolo della croce ricorda le 4 virtù cardinali e le 8 beatitudini (le ricordate?). Poi saranno cacciati prima dai musulmani e poi dagli ottomani (da Rodi). Insomma, non gli va gran bene. Dopo 7 anni di vacche magre senza fissa dimora, il papa Piu quintu (a malta le parole finiscono per u) gli offre l’isola di Malta. Allora era proprio povera e gli abitanti dei trogloditi (sicut dixit) che vivevano nelle caverne, e ai cavalieri non piaceva. Poi se la fanno piacere, specialmente quando il papa gli offre soldi per costruire delle fortificazioni e fare da avamposto all’avanzata islamica. Di fatto sarà così, specialmente durante il grande assedio del 1565. I Cavalieri resisteranno con grande onore. Invece mica tanto quando arriva Napoleone: di fatto i Cavalieri combattono solo contro i non cristiani… Cosi hanno ceduto al corso francese senza che sparasse un colpo. A guidare l’ordine è il Gran Maestro, ancora oggi. Ora voi vorreste diventare cavalieri? Qualcuno vi dovrà raccomandare, poi ci sono delle prove, e anche pagare… Mica facile. Ancora oggi esistono, da circa 1000 anni!  Va bè, la capitale ci accoglie con la porta aperta di Renzo Piano, tra un immenso fossato e mura poderose. Visitiamo la grande baia del porto con tante barchette da quattro soldi… Poi la mostra del grande palazzo dell’ Ordine, insomma quel che resta dopo il passaggio di manolesta Napoleone, tra armature, corridoi enormi, alabarde, quadri pregiati e affreschi con le mascherine (del COVID!). La chiesa delle monache di clausura di Sant’Orsola ci ospita per la messa, dove preghiamo per la città. Dopo il pranzo nel bistrot, visitiamo la Chiesa cattedrale san Giovanni: l’impatto è fulminante per la raffinata arte barocca e gli ori, ovunque. Ma soprattutto i quadri del fuggitivo Caravaggio, la decollazione del Battista e San Girolamo. In premio il Gran Maestro lo nomina cavaliere… Per un mese, poi lo caccia perché era una testa calda. Morirà giovane. Torniamo con calma all’hotel, qualcuno si rilassa nella spa. Cena frugale e serata di giochi insieme. La compieta conclude. Buonanotte, buon riposo, buon risveglio!

MALTA 5 – giorno 6 febbraio

Ultimo giorno pieno sull’isola, purtroppo inaugurato dalla notizia della morte di don Luigi. Si accendono luci su di lui, tra foto racconti e memoria grata, tanto che lo sentiamo presente. Ma si riparte, verso il sud dell’isola, che volge l’orizzonte all’Africa. Pausa giapponese per fotografare la “grotta azzurra”: una magnifica formazione rocciosa navigabile. Ma non oggi: forse per il mare un pochino mosso, forse perché non è la stagione adatta, o chissà perché oggi c’è uno sciopero dei portuali in tutta Europa contro il commercio delle armi sul mare. La vediamo dall’alto. Paolino cerca il brivido andando oltre la recinzione, con scogliera a picco. Dedichiamo una preghiera a don Luigi. Conosciamo il sito archeologico Hagar Qim, luogo di preistoria, 8500 anni fa, dove vige la cultura del tempio e della caccia. Corrisponde all’ era del rame europea, ma qui non c’è rame. Indubbiamente con la pietra ci sanno fare a Malta, fin dai primordi. Il tempio è di pietre grosse pim pam, tagliate e collocate con mezzi arcaici: il senso del divino e del soprannaturale ha sempre radici molto profonde. Ancora stupisce come gli uomini, seppur con mezzi poveri, sappiamo creare cose incredibili di cui andare fieri. Pranzo a base di pesce in riva al mare, baciati da un sole caldo e vento che spettina, davanti alla baia di luzzi (tipiche barchette maltesi). Visitiamo poi una grande grotta e un museo, che raccoglie la presenza degli animali antichi: qui a Malta c’è stato un tempo che circolavano elefantini, ippopotami, orsi… Di nuovo un altro tempio, ed è ora di tornare all’hotel. Salutiamo la guida Cristina e quel pazzo spericolato dell’autista. Le nostre vallette della Valletta ci aiutano a dedicare la serata a conversare tra noi. Emergono bei pensieri: l’amicizia condivisa, la serenità piacevole, la vicenda di San Paolo e dei Cavalieri, la religiosità tradizionale e devozionale, con tante statue e chiese, il santuario mariano, i quadri di Caravaggio… e il mare, ovunque. La breve esperienza, per qualcuno da mal di stomaco, fa pensare anche ai viaggi drammatici dei migranti, in condizioni ancora peggiori. Intanto da Milano giungono immagini di Olimpiadi. Tra poco arriviamo anche noi, mentre il secondo gruppo è pronto a partire. Ma l’anno prossimo dove si va? Per ora a dormire, buonanotte e buon risveglio.

MALTA 6 – giorno 7 febbraio

Splende un bel sole sui nostri giorni, per una settimana ci siamo dimenticati cosa sia il freddo milanese,  dondolati dalle onde e in piacevole compagnia. Dunque ripartiamo, con i bagagli più pesanti per i souvenir e i bei ricordi. Grazie a tutti noi che abbiamo partecipato, a chi ha fatto più fatica, a chi si è preoccupato di custodire gli altri, a chi ha creato un clima familiare ed amichevole. San Paolo, dopo aver depositato qui il seme della fede, lasciava l’isola verso l’ignoto di Roma, i titoli di coda della sua vita; i Cavalieri di Malta pensavano di fermarsi poco invece hanno creato una storia di fede inedita; noi abbiamo condiviso preghiere e vicende, lasciato un buon ricordo (la guida dice che siamo in gruppo simpatico), e già sogniamo nuovi lidi per il prossimo anno. A questo giro non abbiamo avuto “battesimi di volo”, ma certamente il premio stavolta va a Raffaele, da 60 anni con i piedi sempre a terra. Auguriamo un buon viaggio anche al secondo gruppo, che parte lunedì, stesso programma, e ci diamo appuntamento più avanti…. E stasera un bel brodino caldo!
                                                                  Don Andrea

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