Laudato si’ – VII Domenica di Pasqua

«Certe persone sono fatte di vento, ti entrano dentro,lasciano i pensieri in tempesta e appena si allontanano ti manca l’aria.»

(Fabrizio De Andrè)

Chissà se San Francesco pensava proprio a queste righe quando nel suo Cantico delle Creature scriveva: “Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento”. Gli sarebbe bastato ringraziare per l’aria, che ci è necessaria. Invece no: scrive proprio del vento. Lo si può descrivere anche con sinonimi che ci fanno intendere la sua diversa forza: corrente, aria, soffio, alito, venticello, zefiro, brezza, raffica, folata, turbine, fino alla tormenta. Qualcosa che può prendere una forma fresca e leggera, ma sa anche diventare potente e irresistibile.

In questa settimana ci prepariamo a rivivere il giorno di Pentecoste. Gli Atti degli Apostoli lo ricordano come un tempo di vento e fuoco. In particolare, la parola originaria Pneuma, si riferisce allo Spirito come ad un vento impetuoso e allo stesso tempo come un soffio. Insomma, qualcosa che scuote ma in modo delicato, non passa inosservato e ha il potere di rinfrescare e pulire l’aria. Rinnova l’uomo da dove respira, dai suoi polmoni. Perfino musicisti e cantanti non sono indifferenti al fascino del vento, tanto da lasciare canzoni memorabili, che portano dentro di sé l’ansia del cambiamento e della trasformazione. Verrebbe intanto da chiedersi quale tipo di vento sappiamo apprezzare, in quale di essi sentiamo più vicina la voce divina. Ma anche qual è la nostra postura quando il vento (dello Spirito) soffia forte: chi preferisce coprirsi o chiudersi in casa; chi ama lasciarsi spettinare anche rudemente, come scosso dal proprio equilibrio; chi si lascia trasportare come su un aliante o una barca a vela. Ecco, dietro queste immagini in realtà c’è la vita spirituale, la vita concreta mossa dallo Spirito di Dio. Te ne accorgi che esiste perché alcune persone ne sono davvero più sensibili, al punto da diventare vento, come cita De André. In questi giorni verso Pentecoste chiediamo dunque che possiamo diventare così, come persone e come comunità cristiane. Preghiamo anche per gli undici candidati al sacerdozio che saranno ordinati in Duomo dal nostro arcivescovo il prossimo sabato.

Don Andrea

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