Laudato sì – VI Domenica di Pasqua

Qualcuno potrebbe pensare che questo Cantico delle Creature sia stato scritto in un momento particolarmente felice. Succede di fatto che le cose migliori le facciamo nei tempi in cui la vita ci è più favorevole. Invece san Francesco scrive questo canto di lode nei suoi ultimi tempi, al tramonto della sua esistenza, quando ormai è quasi cieco, ammalato e carico di stanchezza. Eppure c’è qualcosa dentro di lui che rimane intatto, fresco e pieno di salute: ciò che gli resta quando si accorge che le forze lo stanno lasciando. La stessa domanda la rivolgiamo a noi stessi: cosa ci rimane quando ci accorgiamo che la vita volge al suo fine? Forse il rimpianto, la paura, lo sconforto; forse le ricchezze accumulate che non potremo portare aldilà; forse le ferite di battaglie combattute e di conflitti non risolti. Tra l’altro abbiamo visto tante persone “di successo” arrivare alla fine dell’esistenza svuotate, solo con la nostalgia del “bel tempo che fu”.
San Francesco invece ha dentro di sé un canto pasquale e nelle sue deboli condizioni incoraggia anche noi. Pensa per esempio a quelli che perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione: si riferisce alle persone che sanno lasciare la vita in pace, che perdonano il male ricevuto perché sanno di trovare un amore più grande ad attenderli; si riferisce anche a quelli che sopportano dolori e malattie. È un pensiero incoraggiante. Inoltre san Francesco ricorda la beatitudine dell’uomo di fede: beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no’l farrà male.
Ci accompagna anche la figura dolce e provvidente di Maria. In questi giorni la ricordiamo come “ausiliatrice”, come colei che aiuta. Allora viene quasi istintivoinvitarla ad aiutarci, alla maniera con cui i bambini direbbero “mi aiuti a fare i compiti?”. Che risulta un invito a sostituirsi a noi stessi, a fare lei le cose al posto nostro. Invece la sua assistenza migliore è quella che ci sostiene quando “non ce la facciamo più”, quando l’esistenza diventa così pesante da togliere il gusto della vita, quando il canto dei giorni sereni sembra spegnersi. Il suo aiuto è di mantenere viva e fresca la nostra fede pasquale, nonostante tutto.
Detto tutto questo, quale potrebbe essere il canto che accompagna il nostro tramonto?
Don Andrea

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