Laudato sì – V Domenica di Pasqua

«D’improvviso è alto sulle macerie il limpido stupore dell’immensità» (Ungaretti)
Chi ha dentro di sé il senso dello stupore, in questo periodo si sentirà certamente ben servito. Stiamo infatti vivendo una situazione decisamente storica e unica.
Anzitutto la liturgia del tempo pasquale, nella sua straordinarietà, ci incoraggia a slanci audaci, ad una fede fresca, ad una serenità che supera le difficoltà. In secondo luogo siamo in pieno tempo giubilare, con tutti i significati che conosciamo già: porte aperte, piedi da pellegrini, gesti generosi, riconciliazioni.
Questo a dispetto di chi preferisce le chiusure, l’egoismo personale, la moda attuale del non credere, la rottura dei rapporti umani. Inoltre l’elezione di Papa Leone XIV è uno stimolo costante alla nostra curiosità: le notizie su di lui ci interessano, diventano motivo di discussione e riflessione, ci chiediamo già per quali pascoli ci condurrà.
A tutto questo aggiungiamo la figura comprensiva di Maria, la madre del Signore. Già da tempo l’abbiamo chiamata Madre di Misericordia in memoria di quella primitiva intenzione di nominare così la nostra parrocchia, o forse anche, perché stando vicino ai confessionali, ha ascoltato discretamente i nostri peccati. Poi spostandosi da una parte all’altra della chiesa, assume il carattere di “pellegrina”.
Tanto vale riconoscerla come la prima donna del Giubileo, la “pellegrina di speranza”. Si capisce dunque che tutto questo ci parla in modo veramente forte. Anche se non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Nel Cantico delle Creature il senso di stupore è ovunque: “Lodato sii, mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci sostiene e ci governa: produce diversi frutti, con fiori variopinti ed erba”. Allarga cioè lo sguardo al nostro pianeta, con tutta la sua bellezza e la sua maternità. E poi sa concentrarsi sui frutti (mele, pesche, arance… quello che vi piace), sui fiori (in primavera c’è solo l’imbarazzo della scelta) e perfino la verde erba dei prati: cose piccole, eppure riuscite a pensare ad un mondo senza di esse? Ciascuno di noi ha dei “luoghi dello stupore”, cioè quegli angoli di mondo dove si trova bene, a suo agio, al posto giusto. Quali sono per noi questi luoghi?
Don Andrea

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