Laudato sì – IV Domenica di Pasqua

“Habemus Papam!”: queste due parole pronunciate dal balcone che si affaccia su piazza San Pietro salutano e inaugurano il nuovo pontificato.
Perciò accogliamo di cuore Papa Leone XIV! In questo tempo dove ruggiscono i leoni della guerra, ce n’è uno che assomiglia di più ad un agnello! È proprio una felice coincidenza la scelta dei cardinali con la liturgia pasquale, in questa domenica detta “di Gesù Buon Pastore”: indica infatti la sollecitudine e la cura del pastore verso le sue pecore.   Questa attenzione oggi ci è concessa proprio per la elezione del nuovo pontefice.   Ci  rendiamo conto come i nostri occhi ed il nostro giudizio cadono su dettagli apparentemente banali: che scarpe usa il Papa, come parla, da dove viene (doppio passaporto Usa e Perù… niente meno…), come si veste. Uno sguardo più attento ha bisogno di tempo per poter comprendere l’animo, i sentimenti, le intenzioni di un uomo a cui è data la responsabilità mondiale della fede e dell’unità della Chiesa Cattolica. Occorre essere spiritualmente ben allenati per non cadere in pregiudizi critici e divisivi, come è già capitato. Piuttosto, nel nostro piccolo, lo sosteniamo e gli siamo vicini. Già Papa Francesco chiedeva ai pastori di avere l’odore delle pecore, ma vale anche per le pecore di avere l’odore del loro stesso pastore. La cura è reciproca.   Il senso della cura traspare bene anche dalle righe del Cantico delle Creature, dove ogni dono del creato concorre al bene dell’uomo. San Francesco nella sua semplicità esalta i beni naturali, quelli che diamo per scontati, come l’aria, il fuoco, l’acqua ed altro ancora, “per lo quale alle tue creature dai sustentamento”. Certamente un sostegno che riguarda la vita materiale, ma anche un respiro più profondo che riguarda la parte interiore, che ha bisogno di essere ugualmente alimentata. Ciò che viene offerto come un dono e una cortesia, va ricevuto con gratitudine. Altrimenti si diventa pretenziosi e arroganti, come se tutto fosse un diritto. La gente della Pasqua sa certamente cosa scegliere tra questi due atteggiamenti. Ancora di più, sa amare il nuovo arrivato anche se ancora non lo conosce. Lui ha augurato la pace pasquale, disarmata e disarmante, umile e perseverante, a tutto il mondo.
Sia pace anche per lui!

Don Andrea

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