In puntuale ritardo

Vorrei cominciare con un elogio speciale per le persone puntuali. Essi sono una specie sottovalutata, spesso avvistata cinque minuti prima dell’orario stabilito, con aria tranquilla e leggermente colpevole. Arrivano quando le sedie sono ancora calde di solitudine e salutano il vuoto. Il puntuale non corre: aveva già corso prima. Ha pianificato, previsto il traffico, immaginato l’imprevisto.
Essere puntuali richiede coraggio perché significa aspettare, sembrare troppo diligenti, rischiare l’etichetta di “precisini”. Ma i puntuali resistono, dimostrano che il tempo non è un’opinione. Sono affidabili, rassicuranti e davvero utili quando c’è da iniziare qualcosa sul serio. Elogiamo dunque i puntuali: quelli che tengono in piedi riunioni, treni, cene e amicizie.
Poi ci sono i ritardatari. Secondo la loro filosofia, non arrivano mai tardi: arrivano dopo. Vivono in un fuso orario personale, dove l’orologio è ottimista.
Quando finalmente arrivano, portano con sé scuse creative e una calma invidiabile. Per loro il tempo non è una linea retta ma un elastico che si allunga o si accorcia misteriosamente. Alcuni tra loro arrivano quando è scritto nelle stelle: infatti i più noti ritardatari della storia sono stati i Re Magi. Invitati alla nascita più famosa di sempre, ci hanno messo così tanto che ancora oggi sono l’esempio ufficiale del “scusate il ritardo”.    Ma sono arrivati con i regali, quindi tutto perdonato.
A proposito di loro, questa solennità dell’Epifania coincide con la chiusura del Giubileo e della Porta Santa: ci sono state varie occasioni e modalità per celebrarlo, come un tempo in cui la Grazia si è data in abbondanza. Ma posso immaginare che qualcuno arrivi all’ultimo istante, come un ritardatario della Grazia divina, nel momento in cui i battenti si chiudono e si vorrebbe infilare giusto il piede per permettersi un ultimo accesso. È vero, la Porta Santa si chiude, ma la Grazia ha tante altre porte, sempre aperte e moderni re magi sono tuttora in cammino.
Quando sarà il prossimo Giubileo? Nell’anno straordinario 2033, detto della“Redenzione”, in memoria della morte e resurrezione di Gesù.
                                                                    Don Andrea

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