Settimana Santa 2026: più della morte, forte è l’amore

La nostra Settimana Santa è ricca di tanti momenti dedicati. Segnaliamo in particolare questi:
“Nell’orto degli ulivi” mercoledì 1°aprile alle 21.00 per catechisti ed educatori. Il ritrovo è sul sagrato e da lì al parco, seguendo l’invito di Gesù “saprete resistere un’ora con me?”
“La notte degli amici” per i nostri cari chierichetti. È l’invito alle celebrazioni del Giovedì Santo, la condivisione della cena e della colazione, la preghiera ed il riposo della notte.
“Ai piedi di Colui che ama” la via Crucis del Venerdì Santo ci riporta ai piedi del crocifisso e di coloro che lo hanno seguito al calvario. Partenza ore 20.30 dal retro della chiesa, con l’accompagnamento scenografico dei ragazzi
“Le Donne del Sabato Santo” è l’invito per le donne di ogni età per la preghiera dell’alba al sepolcro, come fecero le donne che portarono gli aromi a Gesù e furono le prime a ricevere l’annuncio della Resurrezione. Ritrovo ore 6.45 sul sagrato: breve cammino fino al sepolcro, preghiera delle lodi, frugale colazione
“La visita ai sepolcri” Sabato Santo ore 9.00-12.00: il tradizionale percorso delle sette chiese di Cinisello in bicicletta per preado e adolescenti. Per i più piccoli (elementari) è richiesta la presenza dei genitori. È l’occasione per completare la “credenziale del pellegrino”

Programma: partenza ore: 8.15 da via Tiziano. Visiteremo la Rocca, le sale storiche, il museo della bambola e il giardino. Poi a Sesto Calende per pranzo turistico e una passeggiata sul lungo lago. Alle 16 visita all’abbazia di San Donato, spiegazione e al termine S. Messa. Rientro a Cinisello.
Costo euro 60,00. Iscrizioni per parrocchiani e collaboratori: da mercoledì 8 aprile ore 10.30 (nel salone dell’oratorio); giovedì 9 e venerdì 10 (in sacrestia). Aperto a tutti: da lunedì 13 aprile, fino ad esaurimento posti.
In caso di rinuncia senza sostituzione, verrà trattenuto il costo del pullman e quello d’ingresso alla Rocca, in quanto il pagamento viene effettuato anticipato.

Comincia la Settimana Santa!
La Domenica delle Palme apre la via alle ultime ore di Gesù e ci chiede come ci siamo preparati, tra riposo e ripartenza. Ci lasciamo guidare dal modo comeGesù l’affronta e ci dice così: più della morte, forte è l’amore! L’ingresso di Gesù in Gerusalemme fa pensare a come noi attraversiamo la città. Essa è un rumore continuo: auto, voci, passi frettolosi. Gesù ha camminato nelle città del suo tempo, i suoi piedi hanno calpestato strade e marciapiedi, piazze e vicoli, mercati caotici. Non ha evitato nessuno, non è scappato dal mondo. È il suolo dove la vita quotidiana scorre: risate dei bambini, mercati rumorosi, persone che lavorano o che si muovono distratte. In quel flusso umano Gesù non passa inosservato, anzi porta luce. Seguire Lui significa allora camminarci insieme nella nostra città: tra il rumore, i problemi quotidiani, le strade affollate di preoccupazioni. Ai suoi piedi possiamo trovare riposo per l’anima: non perché il cammino diventi più facile, ma perché i nostri passi sono accompagnati da Lui. E dai suoi piedi scende luce sul nostro cammino, per vedere chi ci sta accanto, compiere scelte giuste, accogliere la vita così com’è.
Sant’Agostino immaginava la città come un grande corpo vivo: le strade come vene, le case come membra, le piazze come il volto che si mostra al mondo.
Ma sapeva bene che un corpo da solo non basta: senza l’anima non vive, non ama, non cammina davvero. Per questo diceva che i cristiani stanno nella città come l’anima nel corpo. Non sempre si notano, non fanno rumore, ma tengono tutto in vita. Vivono le stesse fatiche di tutti, attraversano gli stessi problemi, lavorano negli stessi luoghi. Però portano dentro un amore diverso, capace di cambiare il modo di stare insieme. I cristiani non costruiscono una città a parte, ma restano dentro quella di tutti, cercando di orientarla con la forza silenziosa della carità. Per Sant’Agostino, una città vive davvero solo quando l’amore la attraversa.
Sesta domanda: quali luoghi della nostra città li sento attraversati dal Signore?

IV domenica: piedi che dove arrivano portano vita
Queste parole ci fanno intendere che la Quaresima non è un tempo per decorazioni carine, per preghiere fatte distrattamente o per qualche piccola rinuncia superficiale, ma è una sfida: ai piedi di Gesù non ci si può fermare a metà strada. I piedi di Gesù non sono un ornamento della storia sacra, bensì strumenti di vita, di luce, di trasformazione.
Pensiamo a Betania, quando Lazzaro era già morto: dove tutti vedevano solo dolore, paura e rassegnazione, Gesù si avvicina, si china, si ferma. Non giudica, non critica, non dà consigli a distanza. Sta lì ai piedi di chi soffre e fa rinascere la vita.
Lazzaro esce dal sepolcro, ma anche Maria e Marta scoprono qualcosa di ancora più grande: il cuore può trovare riposo. Non perché la morte non esiste, ma perché dove Gesù arriva, anche ciò che sembra senza vita può tornare a brillare.
“Ai tuoi piedi l’anima mia riposa”: portiamo ai piedi di Gesù le nostre piccole morti quotidiane, i rancori e le paure. Lì scopriremo che i suoi piedi non sono semplicemente un appoggio: sono luce che penetra, calore che consola, vita che rinasce.
“Dai tuoi piedi luce al mio cammino”. Ce ne accorgiamo specialmente nelle celebrazioni funebri, quando muore una persona cara: pur nella delicatezza del caso, nella fede questo può diventare un momento di luce, di ripresa personale. Infatti ci rendiamo conto della serietà dell’esistenza, del dono grande che ci è stato dato, dell’importanza di farne l’uso migliore.
Ora la quinta domanda.
Nel mondo, oltre i cimiteri, esistono tanti luoghi dove sono successe situazioni drammatiche che hanno causato dolore e morte. Domandiamoci: quali di questi, pur con l’inevitabile dramma, ci hanno insegnato la vita?

Ci ha raggiunto la notizia triste dalla Tanzania: don Mathias è tornato alla Casa del Padre.
Ha servito la nostra comunità con dedizione e buon cuore. Lo abbiamo accompagnato anche da lontano nei lunghi mesi della malattia e ora desideriamo salutarlo con grande affetto.
Oltre alla preghiera personale, siamo invitati sabato 21 marzo alle ore 21.00 per il rosario. Lo ricordiamo nelle S. Messe di domenica 22 marzo, specialmente alle ore 9.45 con una s. Messa di suffragio.
Nostro Signore, che lo ha amato di un amore speciale, lo tenga con sé.

Si avvicinano le celebrazioni che ci accompagnano nel mistero della Passione Morte e Resurrezione di Nostro Signore Gesù. Cominciamo con questi appuntamenti:
Domenica 22 marzo ore 10.30 (dopo la s. Messa): i segreti di Santa Maria della Passione. Norberto ci conduce virtualmente in questa bella basilica milanese. Da lui ascoltiamo il racconto artistico.
Mercoledì 24 marzo la Chiesa ricorda i suoi martiri, specialmente quelli dell’anno 2025. Per questo celebriamo il martirologio nella celebrazione delle ore 8.30.
Venerdì 27 marzo: Via Crucis. Ore 8.30 in chiesa, ore 20.45 per le vie di Milanino (partenza dal parchetto in via Piemonte fino alla chiesa).
Domenica 29 marzo (delle Palme): S. Messe negli orari 8.00-9.30-11.00-18.00 (quella delle 9.30 parte in processione dal giardino della Scuola dell’Infanzia e si celebra nel campo in erba sintetica). A seguire i bambini del catechismo portano l’ulivo agli ammalati.
Si chiede come gesto di Carità per la Caritas Parrocchiale una bottiglia d’olio d’oliva o extravergine.
Confessioni:
giovedì 26 marzo ore 20.45 (con altri sacerdoti);
lunedì 30 marzo ore 21.00 (adolescenti);
martedì 31 marzo ore 8.30-12.00 e 15.30-19.00;
mercoledì 1° aprile dalle ore 10.15-12.00;
venerdì 3 aprile ore 9.00-12.00;
sabato 4 aprile ore 9.00-12.00 e 15.00-18.00.

Scopo di questi incontri era riscoprire il secolare intreccio tra fede cristiana, cultura e arte, come una continua incarnazione nella storia umana.
o La prima riflessione illumina la persona di Giuseppe Lazzati: egli ha compiuto una seria scelta religiosa che ha coinvolto poi la sua vita in campo politico, come direttore del giornale L’Italia, come rettore della Università Cattolica. Ora giace ad Erba, nell’Eremo San Salvatore, che è un luogo spirituale da scoprire.
* Don Stefano ci ha condotto con musiche e opere d’arte nella Lavanda dei piedi di Koder: la sua spiegazione ha illustrato la forza che sprigiona da quel gesto, che invita a servire come Gesù e dare un esempio luminoso nella nostra società.
* Carlo e don Andrea hanno raccontato un episodio chiave della vita della Chiesa: il Concilio di Nicea. Non è solo una professione di fede “da manuale”, bensì il frutto di un lungo percorso storico, che ancora sa esprimersi in vari modi sempre nuovi, come testimoniano le opere d’arte che abbiamo visto.
* Infine, la serata dei Dialoghi di Pace: si sente così tanto parlare di guerre che un messaggio di pace, con canti armoniosi e gesti di luce risuona come un respiro di sollievo.
Oltre a questo, anche la mostra Laudato si–Custodi del Creato (sul tema di San Francesco e del Parco Nord) è stata visitata da bambini del catechismo e di due scuole primarie, ed alcuni adulti.
Aspettiamo ora la prossima occasione: una speciale settimana ecologica che i giovani stanno preparando in programma per il prossimo mese di aprile.

IV domenica: piedi che inciampano nelle fragilità
La Quaresima ci porta là dove la sosta ci chiede di essere sensibili, ovvero nei luoghi della fragilità. Non quella teorica, ma quella reale, fatta di ferite, limiti, cadute, silenzi. È proprio lì che incontriamo Gesù, o meglio, è lì che i suoi piedi si fermano.
Nel Vangelo Gesù cammina verso chi è fragile: il cieco, il lebbroso, la donna curva, la peccatrice, l’uomo ferito lungo la strada. I suoi piedi non accelerano per evitare l’imbarazzo, non cambiano direzione per paura di contaminarsi. Si fermano. E quando Gesù si ferma, qualcosa riposa: non solo il corpo stanco, ma l’anima di chi finalmente si sente visto. Ai piedi di Gesù si siedono persone spezzate, spesso senza parole. Non portano titoli, meriti o risposte giuste, ma solo la loro povertà. Ed è lì che l’anima trova riposo: non perché la fragilità sparisca, ma perché non è più una colpa.
Davanti a Gesù la debolezza diventa spazio di incontro, non motivo di esclusione. Ma quei piedi che si fermano sono anche piedi che rimettono in cammino. Gesù non trattiene nessuno nella propria fragilità come in una prigione. Guarisce, rialza, rimanda alla vita. La luce sul cammino nasceproprio da qui: dalla scoperta che non siamo definiti dalle nostre ferite, ma dalla possibilità di attraversarle con Lui.
La Quaresima ci chiede di fare pace con le nostre fragilità e con quelle degli altri. Di non fuggirle, di non giudicarle, di non nasconderle dietro una fede perfetta solo in apparenza. Restare ai piedi di Gesù significa accettare di essere fragili senza vergogna. Seguire i suoi passi significa imparare a fermarci accanto alle fragilità che incontriamo ogni giorno. Ai suoi piedi l’anima riposa perché non deve più difendersi. Dai suoi piedi riceve luce, perché impara che anche le strade più fragili possono diventare vie di salvezza. Questa è la speranza che la Quaresima ci consegna, passo dopo passo.
Quarta domanda: quali sono quei luoghi sensibili, dove l’incontro con la fragilità umana ha fatto maturare anche la fede?

Il gruppo missionario decanale, per questa Quaresima, propone quattro progetti di Carità.
Padre Brice del Pime in Bangladesh per un laboratorio di sartoria;
Card. Pizzaballa a sostegno della popolazione della Terrasanta;
in Kenya per l’acquisto di pannelli solari e una pompa per un pozzo nella diocesi di Meru;
Padre Louis del Pime in Ciad per la costruzione di cappelle per la preghiera.
Partecipiamo visitando il banchetto di colombe e uova di Pasqua nei giorni di sabato 14 e domenica 15 marzo dopo le S. Messe!

Recent comments