Ai tuoi piedi l’anima mia riposa, dai tuoi piedi luce al mio cammino

La grazia delle ripartenze
I domenica: nel deserto, dove i passi non fanno rumore
Comincia la Quaresima e ci conduce subito nel deserto. Non solo luogo geografico ma come spazio interiore dove il superfluo tace e l’essenziale emerge. È il deserto che incontriamo nella pagina delle tentazioni di Gesù: quaranta giorni di silenzio, di fame, di solitudine. Nessun miracolo, nessuna folla, nessun annuncio. Solo silenzio e passi che non fanno rumore. Questo magari ci inquieta: vorremmo segni, risposte, soluzioni. Invece in questo tempo di Quaresima fissiamo lo sguardo ai piedi del Signore. In questa pagina essi sono lì, ben piantati nella sabbia del deserto, non lasciano tracce, non cercano applausi né scorciatoie, resistono al tentatore che invita a trasformare le pietre in pane, a piegare Dio alle proprie necessità, a dominare il mondo dall’alto. Gesù non risponde con gesti clamorosi ma con la Parola e un cuore radicato nel Padre. I suoi piedi non corrono verso il successo facile, non salgono sul pinnacolo del tempio per farsi ammirare, non inseguono il dominio. Restano umili, silenziosi, obbedienti. In quel silenzio, l’anima riposa.
“Ai tuoi piedi l’anima mia riposa”: è l’immagine di chi smette di lottare per affermarsi e si affida. A quei piedi deponiamo le nostre tentazioni di autosufficienza, la fame di riconoscimento, il desiderio di controllo. La Quaresima ci invita a sostare lì, senza fretta, senza rumore. Ma da quei piedi nasce anche una luce: “dai tuoi piedi luce al mio cammino”, perché i piedi di Gesù usciranno dal deserto per percorrere le strade, per avvicinarsi ai poveri, per fermarsi davanti ai peccatori, per salire infine sulla croce. Piedi feriti, unti, inchiodati, che continuano a indicare una via.
Ci lasciamo anche guidare dal crocifisso di San Damiano, che ben conosciamo e tanto ha ispirato il cammino di San Francesco, di cui ricorre l’ottavo secolo dalla morte.
Ora una prima domanda: quali sono per noi i luoghi del silenzio, dove possiamo ritrovare certa pace interiore?

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