Mese: Ottobre, 2025

Orari celebrazioni di tutti i santi e i defunti

 Venerdì 31 ottobre ore 18.00: Santa messa prefestiva nella solennità di Tutti i Santi
 Sabato 1° novembre ore 8.30 – 10.30: ricorrenza di Tutti i Santi
 Sabato 1° novembre ore 18.00: prefestiva della domenica
 Domenica 2 novembre ore 8.00 – 9.45 – 11.00- 18.00: nella memoria dei defunti
 Nei cimiteri della città la S. Messa sarà alle ore 15.30.

In questa domenica ricordiamo anche i defunti del mese di ottobre.

Pietro

“Sconosciuto a tutti, un tale Simone, giovane di Betsaida, di professione pescatore, compie il suo lavoro quotidiano. Sulla spiaggia un uomo gli passa accanto e parla con lui. Simone non lo sa ancora ma in quel momento quell’uomo gli sta cambiando la vita”.
Entriamo nella vita dell’apostolo attraverso un libro di poesie, scritto da don Andrea: è un modo per conoscerlo ed identificarci nel suo percorso. Il libro è disponibile in sacrestia (offerta a partire da 5€).

Tra Noi 19/10/25 – Anno XXIX numero 35

  • I missionari di speranza sono gente di primavera
  • Ottobre mese missionario
  • Giornata missionaria
  • S. Messa con l’arcivescovo per la pace
  • Castagnata in Oratorio
  • Giornata insieme IV elementare
  • Laboratorio creativo
  • Pietro
  • Consiglio Pastorale Parrocchiale
  • Sabatour a Pandino, Palazzo Pignano e San Bernardino a Caravaggio
  • San Piergiogio Frassati – Laico nella Chiesa, cristiano nel mondo
  • Rendiconto Economico Parrocchia settembre 2025
  • E altro ancora……leggi il notiziario completo

Lampedusa dal 13 al 15 ottobre 2025

Pronti Via! Chi lo direbbe che a due ore da Milano trovi di nuovo l’estate? Con l’aereo si intende, approdiamo a Lampedusa: una decina di persone, cinque di Renate (Antonio, Mirko, suor Renza, Angela) con don Claudio, cinque della nostra parrocchia, Lampedusaovvero Silvia e Giovanni, Laura e Marco, con don Andrea. Il caldo che ci riceve all’arrivo ci obbliga a togliere i vestiti milanesi e indossare magliette e pantaloni corti e infradito. Cosa faremo qui è ancora da decidere: di fatto però sappiamo di essere accompagnati dal locale parroco e da Vito Fiorino. Nel frattempo incrociamo all’aeroporto anche Don Luigi Ciotti, di Libera, da sempre impegnato contro la mafia, anche lui diretto all’isola. Ci salutiamo cordialmente, mentre la sua scorta ci guarda con sospetto. Abbiamo voglia di conoscere questa realtà di frontiera, per questo già nel primo pomeriggio andiamo a spasso per le strade: sono tutte vuote, sembra un paese addormentato, tutte le attività cominciano almeno dopo le 17:00. C’è aperto solo un bar , e ne approfittiamo per una merenda con granita e brioche.
Poi noleggiamo delle biciclette e ci avviamo alla nostra prima tappa: la Porta d’Europa, ovvero un monumento su un promontorio, rivolto alle terre d’Africa.  da qui domina un paesaggio straordinario, ovvero mare e cielo a perdita d’occhio. Bellissimo, ma le storie delle migrazioni ci raccontano anche fatti Porta d'Euroa - Lampedusadi morte e disperazione su quel mare. Foto di rito, anche ricordando il nostro cammino di avvento scorso. Il mare ci avvolge dappertutto, un richiamo straordinario. Decidiamo di andare a toccarlo, scegliendo Cala Francese, uno di quei numerosi anfratti in cui il mare si insinua nell’isola in modo gradevole, su piccole spiagge. Si fa sera, torniamo alla Porta per pregare i vespri. L’ora del tramonto sul mare, con a fianco la bandiera della pace, peraltro sfrangiata dai venti, è certamente suggestiva. Poco dopo incrociamo suor Maria e il parroco don Carmelo. La prima corre al molo Favarolo, per accogliere dei migranti appena sbarcati. L’altro ha la messa. L’ora di cena cambia faccia all’isola, che si riempie di vita e di persone. Anche noi facciamo due passi, visitiamo l’archivio fotografico che racconta la storia umile di Lampedusa, quella precedente al turismo di massa, fatta di pescatori e gente semplice. Foto in bianco e nero, un’epoca fa. Ci fermiamo al belvedere: il mare da lontano è nero, incute un certo timore. La giornata è passata, buonanotte.

Martedì 14
Salutiamo l’alba dalla Porta d’Europa. Il mare è liscio, la brezza accompagna le lodi del mattino. Incontriamo Vito Fiorino a colazione e parte la narrazione (ci parla della popolazione giovane, racconti di migrazioni, dialetto Lampedusa, del prossimo incontro a Cinisello il 18 novembre). L’isola incontra il turismo negli anni 80  con i missili di Gheddafi e poi gli sbarchi nei primi anni 90 (all’inizio i migranti erano ospitati nelle case, poi in container, poi in casette prefabbricate, poi nell’hotspot). I migranti che arrivavano pensavano di essere già in continente.
Facciamo due passi e scopriamo il Giardino dei Giusti e il monumento memoriale del naufragio del 3 ottobre (fatto da Vito). Qui sono segnati i nomi dei migranti defunti a poche centinaia di metri dalla costa. Persone non numeri.
Visitiamo poi il Santuario giubilare della  Madonna di Porto Salvo, dove viveva un eremita che accoglieva chiunque arrivasse. Ricorda la vocazione dell’isola alla ospitalità.
Ed ecco il mare in tutta la sua bellezza: un’ora alla spiaggia dell’Isola dei Conigli diventa indimenticabile.
Nel pomeriggio incontriamo don Luigi  Ciotti, ci dedica davvero tempo e calma. Ci racconta la storia del gruppo Abele e Libera, le dipendenze attuali – gli  hikikomori ovvero i “ragazzi ritirati”, gli alcolisti, il gioco d’azzardo, la potenza delle mafie, l’amicizia con Papa Francesco. Don Luigi è sempre accompagnato dalla scorta. Ci saluta caramente e speriamo di rivederlo.
Don Ciotti a LampedusaLa S. Messa serale è condivisa con due sacerdoti indiani, il locale parroco è impegnato con due matrimoni.
Ceniamo a casa di Vito, fuori dall’ abitato. Piatti a base di pesce ovviamente. Dà l’idea che quest’ uomo cercasse una propria pace personale in cui ritirarsi. Invece a 76 anni si ritrova a girare Italia ed Europa per raccontare la storia di un naufragio e l’amicizia con i migranti. Si fa tardi e l’aria si fa perfino freschetta. Finita anche questa giornata. Buonanotte.

Mercoledì 15
Di nuovo parte il giorno, le ore diventano preziose quanto veloci. Chi va a vedere il mare, chi prega le Lodi alla Porta. Ci riunisce la  colazione, di nuovo con Vito. colazione a LampedusaPoi incontriamo tre suore locali, di tre diverse congregazioni: Suor Maria (rumena) e suor Colette (belga, piccole sorelle Charles de Foucault), suor Cristina (carmelitana). Hanno, tra le altre cose, il compito della prima accoglienza dei migranti che arrivano. Li aspettano al molo Favarolo, dove gli si dà cibo e coperte, prime visite urgenti, uso del bagno. Raccolgono i loro primi racconti, belli e brutti. Chi vive, chi muore, chi sta male. Poi i carabinieri li caricano su un pullman dai vetri scuri, fino all’hotspot, dove si identificano, in attesa di essere trasferiti. Sull’isola nessuno li vede, passano come invisibili. Si sorprendono di essere trattati bene dopo tante violenze.
Raccontano dei giovani che arrivano, perfino dal Bangladesh, le mamme con i bambini, i minori non accompagnati.
Dunque tre suore insieme, di carismi diversi. Gente che ha girato il mondo e ora si trova su un’isola. Per i turisti è un incanto, per chi ci vive è uno spazio chiuso. Anche i locali, per esempio per la salute devono tornare in Sicilia. A volte non trovano posto (troppi turisti!). La vita sull’isola è complicata.
Ogni suora racconta come è cambiata la loro vita. I pregiudizi sui migranti cadono. Per esempio la TV li mostra con i cellulari, ma è proprio l’unico legame con la loro terra. Ci si rende conto di fare molto poco, ma quel poco di bene per loro è molto. La situazione ci ricorda che siamo tutti migranti, a partire da Abramo. C’è il legame con la parrocchia, ma specialmente per i bambini non c’è granché. Solo un po’ di catechismo. Non c’è l’oratorio. E i bambini sono tanti.
Finisce l’incontro e ne usciamo consolati dalle belle persone che abbiamo conosciuto. Ci rimane tuttavia ancora tempo: ne approfittiamo per visitare il cimitero, dove qua e là ci sono “migranti non identificati”: da qualche parte nel mondo,  delle famiglie cercano i loro cari e non sanno più dove sono, e loro sono qui come persone senza nome. Poi a Silvia si rompe la catena e deve tornare con Giovanni. Gli altri invece cercano il loro angolo di mare in cui meravigliarsi un po’.
Dopo pranzo le nostre strade si dividono. Giovanni e Silvia, Marco e Laura restano sull’isola, per ulteriori scoperte. In serata avranno la veglia di preghiera con don Ciotti in parrocchia e giovedì la marcia della pace con le scuole.
Gli altri ripartono. Emerge la sensazione di trovarsi su un luogo di frontiera, dove succedono cose di valore. Certamente l’isola ha un mare stupendo, un chiaro atteggiamento di ospitalità, ma anche rumore, disordine, trascuratezza. C’è tanto da fare.

Pensieri così, mentre intanto l’aereo atterra. Di nuovo in abiti pesanti: si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

San Piergiorgio Frassati

Laico nella Chiesa, cristiano nel mondo
Giovedi 23/10 alle 21 in Villa Casati Stampa si terrà un incontro per conoscere questo giovane beatificato da Giovanni Paolo II e recentemente proclamato Santo da Papa Leone XIV; vissuto cent’anni fa, ma così appassionato alla vita e innamorato di Cristo da essere più che mai attuale

Giornata missionaria – 26 ottobre 2025

Domenica 26 ottobre la nostra diocesi celebra la Giornata Missionaria. In parrocchia come ogni anno sarà presente, sia sabato pomeriggio che domenica dopo ogni messa, il gruppo missionario con un banchetto ricco di fiori e manufatti artigianali prodotti dalle nostre volontarie, il cui ricavato andrà a favore delle missioni. Sarà possibile anche acquistare i biglietti della lotteria missionaria.
Saranno inoltre disponibili le mele missionarie del decanato, mentre il pranzo pro-missioni, inizialmente previsto per questa data, è stato riprogrammato per domenica 16 novembre. Seguiranno dettagli più avanti.

I missionari di speranza sono gente di primavera

L’Ottobre Missionario 2025 si inserisce nel contesto del Giubileo della Speranza, unendo la vocazione missionaria ad un messaggio di profondo rinnovamento e fiducia. Papa Francesco, nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, invitava i cristiani ad essere “missionari di speranza tra le genti”, richiamando l’urgenza di agire in un mondo segnato da guerre, ingiustizie e cambiamenti climatici. La speranza cristiana, come sottolinea il Pontefice, non è un semplice ottimismo, ma una certezza salda radicata nella fede pasquale: la risurrezione di Cristo ha sconfitto la morte e ogni male. In virtù di questo, i battezzati sono definiti “gente di primavera”, chiamati a condividere la luce del Vangelo con tutti.
Nella Diocesi di Milano, l’annuncio missionario si concretizza sabato 25 ottobre con la Veglia Missionaria e la Redditio Symboli in Duomo a partire dalle 20.45. Durante l’evento, l’Arcivescovo conferirà il mandato missionario a coloro che si preparano a partire per diffondere il Vangelo in varie Chiese del mondo. La celebrazione sarà anche l’occasione per accogliere i sacerdoti e i consacrati che arrivano da altre parti del mondo per iniziare il loro servizio nella Diocesi di Milano.
Anche la nostra comunità mantiene viva l’attenzione per il mondo. In concreto, cosa facciamo? I nostri gruppi missionari sostengono alcune iniziative di carità, grazie alla vendita di manufatti artigianali e pranzi comunitari. Condividiamo una bella amicizia con le associazioni del Vispe e dell’Operazione Mato Grosso: ricordiamo che è possibile sostenere le loro opere con del lavoro concreto e fisico (una volta al mese circa un gruppetto di parrocchiani va a Badile a spaccare la legna). Siamo sospinti verso alcune frontiere, come Lampedusa e Trieste, dove avviene il passaggio dei migranti. Siamo sensibili alle figure spirituali missionarie, per esempio quest’anno abbiamo approfondito la conoscenza di una santa di origini africane, Giuseppina Bakhita.
Naturalmente accompagniamo le opere con la preghiera.
Altre frontiere, infine, aspettano di essere raggiunte: “un po’ più in là, si può!”.
                                              Auguriamoci un buon mese missionario!

S. Messa con l’Arcivescovo Mario per la Pace

Il Nostro Arcivescovo Mario sta visitando le sette zone della Diocesi per una preghiera comune di PACE. Verrà a celebrare la S. Messa nella nostra città martedì 21 ottobre alle ore 6.30 (del mattino) nella parrocchia S. Ambrogio. Siamo naturalmente tutti invitati!

Ottobre mese missionario

La Chiesa dedica questo periodo alla spiritualità della missione. Nella nostra comunità viviamo questi appuntamenti:
Sabato 18 ottobre, ore 20.45 Dialoghi di pace “missionari” alla Crocetta, via Milazzo 6;
Lun-ven 20-24 ottobre, ore 18.30 vesperi missionari, in chiesa dopo le messe;
Mercoledì 22 ottobre, ore 20.45, “Voci missionarie”: testimonianze di: Silvia da un campo profughi a Cipro; Miriam e Carlo  da Piazza del Mondo di Trieste; Laura e Marco da Lampedusa; Roberto e Salvatore dal Brasile
Venerdì 24 ottobre, cena Bengalese presso oratorio San Martino – via Saturnino, 8
Sabato 25 ottobre, ore 20.45:  Veglia missionaria  e redditio Symboli in Duomo (per chi lo desidera possibilità di compiere all’andata  il cammino a piedi fino in Duomo con partenza ore 17.30);
Domenica 26 ottobre, banchetto missionario con fiori e manufatti artigianali del gruppo missionario parrocchiale e vendita mele del gruppo missionario decanale.

Sabatour a Pandino, Palazzo Pignano e San Bernardino a Caravaggio, del 22 novembre 2025

Programma:
Ore 8.30: partenza da via Tiziano, visita del Castello di Pandino
• Ore 12.00: pranzo al ristorante Ad Convivium
• Ore 13.45: spostamento col pullman a Palazzo Pignano e visita del paese
• Ore 15.30 circa, partenza per San Bernardino a Caravaggio e visita guidata
• Al termine S. Messa celebrata da don Andrea e ritorno a Cinisello.
Costo € 50.00 (in caso di rinuncia senza sostituzione, verrà trattenuto il costo del pullman).
Iscrizioni per parrocchiani e collaboratori: 29/10 dalle 10.30 alle 11.30 (nel salone dell’oratorio), giovedì 30, venerdì 31 (in sacrestia). Aperto a tutti: da lunedì 3 novembre (in sacrestia).