Sabatour alla Reggia di Colorno, Rocca di S. Vitale e Santuario Beata Vergine del Rosario, del 9 dicembre 2017

Colorno

Partenza da Cinisello ore 7.15 ( minuto più minuto meno) con un caloroso saluto tra noi, pronti a trascorrere una bella giornata.
Preghiera: un “angelo di Dio” per la protezione celeste e via.

Cielo sereno, qualche brivido di freddo e ad est un sole nascente; sul tratto autostradale nella bella pianura, doverosamente lavorata e ordinata,   gazze, falchetti e aironi cenerino fanno da contorno.
Piccola sosta obbligata, ripartenza e arrivo a Colorno.

Nel piazzale vicino al torrente Lorno scendiamo dal pullman ed ecco davanti ai nostri occhi, in tutta la sua imponenza, la Reggia di Colorno, una complessa e monumentale struttura architettonica, con oltre 400 sale, corti e cortili, abbracciata dal torrente Parma, dalla piazza e dal meraviglioso giardino alla francese di recente ripristinato.
La Reggia, un tempo abitata dai Sanseverino, dai Farnese, dai Borbone e da Maria Luigia d’Austria, oggi ospita mostre temporanee e manifestazioni culturali. 
Affascinanti sono gli appartamenti del Duca e della Duchessa e la Sala Grande, la neoclassica Cappella di San Liborio, con le tele di celSale Colornoebri artisti e l’organo Serassi, utilizzato nell’annuale Stagione Concertistica, l’appartamento nuovo del Duca Ferdinando e l’Osservatorio Astronomico.

Su quell’area, intorno alla metà del 1300, sorgeva una costruzione militare; ma già due secoli più tardi, con la contessa Barbara di Sanverino, la Rocca si era trasformata in una dimora signorile e ospitava una colta ed elegante corte rinascimentale.
Nel 1807 la Reggia venne dichiarata “Palazzo Imperiale”, ma dopo la caduta di Napoleone, Colorno e l’intero Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla furono assegnati alla moglie del deposto imperatore, Maria Luigia d’Austria.
In circa trent’anni di regno, Maria Luigia, amata duchessa di Parma, impresse agli appartamenti ducali e al grande giardino il segno indelebile del suo gusto.
Dopo l’Unità d’Italia e la cessione della Reggia al Demanio dello Stato Italiano da parte di Casa Savoia, il palazzo divenne proprietà della Provincia di Parma che nel 1871 lo adibì a sede del manicomio provinciale.
Per circa un secolo l’ospedale (che sarebbe arrivato a ospitare più di mille malati negli anni dopo la seconda Guerra Mondiale) condizionò pesantemente la vita di tutto il complesso monumentale: solo dopo la definitiva chiusura del manicomio, negli anni settantGiardini Reggia Colornoa del secolo scorso, comincia per la Reggia un’epoca di restauri, di eventi e di mostre d’arte che permettono di far conoscere e valorizzare gli ambienti ducali.
Oggi la Reggia di Colorno, visitata ogni anno da decine di migliaia di turisti, è anche la sede di ALMA, una Scuola di Cucina Italiana che, sotto la guida di Gualtiero Marchesi, offre formazione specialistica a centinaia di giovani cuochi provenienti da tutto il mondo.
Una visita approfondita comprende Piano Nobile, Appartamento Nuovo del Duca Ferdinando di Borbone, Cappella Ducale di San Liborio e il Giardino Storico.

Terminata la visita, con rammarico  i commenti all’unisono sono alquanto dispiaciuti nel constatare una certa incuria, da parte delle istituzioni, di una reggia bella e ricca di storia. E per ingoiare il boccone amaro tutti a pranzo all’oratorio. Sacchi aperti: salumi, formaggi , panini, frutti e dolciumi condivisi e allegramente mangiati in un ambiente leggermente gelato ma ricco di calore umano.

Caffè e breve viaggio verso il castello di Fontanellato o rocca di San Vitale.

La guida ci accoglie calorosamente e ci guida con sapiente spiegazione.

La Rocca Sanvitale di Fontanellato si erge, incantevole, al centro del borgo, circondata da ampio fossato colmo d’acqua: racchiude uno dei capolavori del manierismo italiano, la saletta dipinta dal Parmigianino nel 1524 con il mito di Diana e Atteone.
All’interno della Rocca ancora intatto l’appartamento nFontanellatoobile dei Sanvitale.
Nella Rocca Sanvitale di Fontanellato visitabile l’unica Camera Ottica in funzione in Italia.
In una apposita ala del Castello da marzo 2015 è visibile lo Stendardo della Beata Vergine di Fontanellato.

La storia dell’edificazione della Rocca Sanvitale può essere fatta risalire all’anno 1124 quando venne eretta una prima torre di difesa da parte dei Pallavicino.
A tale periodo viene fatta risalire proprio la costruzione del mastio centrale della Rocca, che serve anche come porta di ingresso, oggi attraverso un ponte di pietra, originariamente attraverso un ponte levatoio. Nel 1386 le terre di Fontanellato con la relativa Rocca, vennero cedute ai Sanvitale.  La Rocca appartenne alla famiglia Sanvitale fino al 1948 anno in cui Giovanni Sanvitale la vendette all’amministrazione comunale.

Ci spostiamo ora verso un’altra meta;  ecco pronto ad accoglierci il santuario della beata Vergine del Rosario di Fontanellato, luogo di culto cattolico, meta di pellegrinaggio da secoli.
Beata Vergine del RosarioLa costruzione dell’attuale basilica ebbe inizio nel 1614, terminando dopo circa 20 anni dopo. E’ soprattutto grazie ai finanziamenti ricevuti dalla famiglia Sanvitale che il luogo di culto barocco fu portato a compimento.

Ora terminate le visite non rimane che ringraziare Colui che, creando l’uomo, ha permesso a noi di ammirare le bellezze naturali e artistiche, con una S. Messa concelebrata da Don Emilio.

Al termine una passeggiata nel borgo antico con caffè . Ma ecco il pullman ed un poco infreddoliti saliamo in fretta.

Che piacevole rientro! Dopo una breve preghiera di ringraziamento e intercessione per un buon ritorno, durante il viaggio siamo stati deliziati dal Karaoke, che in alcuni momenti avrà anche fatto impallidire i vari Celentano, Pausini,Boccelli ecc. ma ha creato un clima di piacevole serenità e allegria.

Peccato, siamo arrivati! A tutti: “alla prossima” CIAO!!!

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