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LUNEDI 15 AGOSTO 2011
ASSUNTA
(Ap 11,19-12,6°.10ab; Sal 44; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-55) |
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In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in
fretta una città di Giuda.
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Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
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Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò
nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo
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ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto
del tuo grembo!
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A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
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Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino
ha esultato di gioia nel mio grembo.
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E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». 49 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: 50 di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; 53 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. 54 Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». |
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Il prefazio della messa afferma che Dio “in Maria, primizia e immagine della Chiesa, ha rivelato il compimento del mistero di salvezza e ha fatto risplendere per il tuo popolo pellegrino sulla terra, un senso di consolazione e di sicura speranza”. In Maria assunta la Chiesa vede realizzato in una persona come noi la stessa gloria di Cristo risolto, “Primizia di coloro che sono morti” come dice Paolo nella seconda lettura di oggi. In Maria assunta riconosciamo la meta del nostro essere umano, corpo e anima: l’incorruttibilità perché davanti a Dio nella vita eterna ciascuno di noi sarà se stesso, senza confondersi con gli altri, come invece sostengono ad esempio le religioni orientali. La raffigurazione più celebre dell’Assunta è quella dipinta da Tiziano per la chiesa francescana Santa Maria Gloriosa a Venezia, meglio conosciuta come chiesa dei Frari. Siamo nel 1516. Nella parte superiore di questa pala dell’altare v’è un’esplosione di luce gialla che unisce Maria che sta salendo alla gloria e Dio Padre circondato da due angeli che l’accoglie. La pala è collocata sopra l’altare davanti a finestre altissime: si contrappone in tal modo, volutamente, la luce naturale con quella del dipinto. La Madonna poggia i piedi su una nube e più sotto un gruppo di apostoli che assistono alla sua assunzione. Il braccio di un apostolo, visto di spalle, raggiunge la nube; quasi a simboleggiare il collegamento tra Maria assunta e la Chiesa, tra il suo corpo glorioso e quello dei figli che Gesù le affidò dalla croce.
Ultima osservazione. La pala sta sopra un altare su cui si celebra la Messa, il sacrificio del corpo di Cristo, realmente presente nell’Eucarestia. Il legame è dunque chiaro: il corpo di Maria, da cui il Verbo aveva preso corpo lui stesso, viene elevato dalla terra al cielo, alla gloria di Dio. Chi partecipa alla Messa davanti a quella pala comprende un altro legame: Dio ha creato l’uomo con un corpo ma l’ha pure salvato nel corpo e lo vuole tutto con sé nella gloria, cosa di cui la comunione eucaristica è un’anticipazione e una promessa sicura. L’assunzione è l’incontro di due amori e due fedeltà: l’amore incondizionato di Dio e quello di Maria che l’ha dato alla luce e nutrito e cresciuto. Nell’Eucarestia ci inseriamo in quest’incontro.
(ritorno) (don Danilo)
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