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DOMENICA 26 GIUGNO 2011
Corpus Domini
(Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10, 16-17; Gv 6,51-58) |
51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». 52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». |
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| Oggi festa del Corpus Domini ci ricorda la concretezza della fede cristiana: è una sua caratteristica peculiare, che le altre religioni non posseggono. La nostra fede è una realtà concreta, non virtuale o aleatoria: inizia col Verbo che si è fatto carne, passa attraverso la risurrezione del corpo di Cristo e arriva fino alla presenza di Dio nel corpo e sangue nell’Eucarestia.
Mi limito ad alcune semplici considerazioni:
q tutti sono invitati all’Eucarestia: non è necessario un tutor che garantisca per noi e ci faccia passare. Non è così da altre parti; q è un atto pubblico: non esiste la “mia” Messa, nemmeno quella del tuo matrimonio, né quella celebrata per un tuo parente defunto, né quella del funerale di un tuo congiunto. È un atto pubblico la cui struttura va rispettata e non stravolta a partire dai propri gusti e scelte dettate dall’emozione del momento che si sta vivendo. Canti, letture, abbigliamento, posture, oratori… devono rispettare la struttura dell’Eucarestia, il contrario va preferibilmente evitato. Cosa difficile da far comprendere a chi riduce l’Eucarestia a una semplice cerimonia tra invitati. Ma c’è di più! Cito ancora il papa: “Non abbiamo scelto noi con chi incontrarci, siamo venuti e ci troviamo accanto ad altri, accumunati dalla fede e chiamati a diventare un unico corpo… Questo fin dagli inizi è stata la caratteristica del cristianesimo realizzata visibilmente attorno all’Eucarestia e occorre sempre vigilare perché le ricorrenti tentazioni di particolarismo, seppur in buona fede, non vadano di fatto in senso opposto”. Anche qui due osservazioni: · tra l’Eucarestia e un’adunanza politica v’è una grande differenza: qui c’è molta più libertà di pensiero, con tutte le difficoltà che questo comporta, ma …è un valore che va salvaguardato. · Tentazione di particolarismo: da noi il rischio è minore; in parrocchie che vedono la presenza come sede di molte associazioni sociali, di volontariato…accade che desiderino in occasione di ricorrenze particolari la celebrazione della Messa per se stessi, una celebrazione apposita quasi riservata. Non esiste né la mia, né la nostra Messa; da noi nemmeno quella della prima Comunione: si celebra la Messa festiva nella quale i bambini per la prima volta ricevono l’Eucarestia oppure nella quale si ricordano i volontari, vivi e defunti di tal associazione…ma è la Messa festiva d’orario. 2 Permettete un’ulteriore citazione del papa: “Adorare il Dio di Gesù Cristo fattosi pane spezzato per amore è il rimedio più valido e radicale contro l’idolatria di ieri e di oggi. Inginocchiarsi davanti all’Eucarestia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere umano terreno, per quanto forte sia”. C’è di più: perché ci inginocchiamo davanti a Dio? Perché Lui per primo si è chinato verso l’uomo. Questo concetto di Dio è solo della fede cristiana, nemmeno l’ebraismo si era spinto fino a questo punto e l’islam – in tal caso – rappresenta un passo indietro. Può darsi che noi cristiani, nella storia di ieri come nel momento attuale, non ne siamo sempre stati testimoni credibili ma la nostra incoerenza può essere constatabile proprio perché quello è il volto di Dio in cui crediamo, diversamente non sarebbe possibile.
Termino con un accenno alla giornata per la carità del papa che provvidenzialmente si celebra oggi: siamo invitati ad aiutare il papa nella sua attenzione alle persone più bisognose di tutto il mondo. Quando manca il pane quotidiano molti ricorrono all’altare dell’Eucarestia e lo trovano: questo è talmente vero che da noi è stato persino coniato un detto: “suta al campanil è mai mancà il pan e il vin” e vale per tutti, credenti e no, ancora oggi. (ritorno) (don Danilo)
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