DOMENICA

25 SETTEMBRE 2011

 

Festa patronale

 

(Is 63, 19b-64,10; Sal 76; Eb 9,1-12; Gv 6,24-35)

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24 Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. 25 Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». 26 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27 Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». 28 Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29 Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato».

30 Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31 I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». 32 Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; 33 il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». 34 Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35 Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

 

Il brano di vangelo è tratto dal capitolo 6 di Giovanni tutto dedicato al tema del pane di vita, introdotto dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Solo alcune annotazioni a questo riguardo e poi parleremo del nuovo anno pastorale che con la festa patronale di San Pio X iniziamo, come consuetudine nostra.

Vi faccio notare, innanzitutto, un cambiamento. Subito dopo la moltiplicazione dei pani, la gente chiama Gesù “profeta”, qui invece si rivolge a lui col termine di “maestro”. Vedete: ci si dimentica generalmente in fretta dei doni ricevuti e il donatore subito torna ad essere uno qualunque, uno dei tanti: dopo il miracolo dei pani Gesù è profeta, ora uno dei tanti maestri, né più né meno degli altri presenti in Israele a quel tempo.

Dov’è finita l’unicità di Gesù? Sparita!

Difatti, la ricerca di Gesù da parte della folla è ambigua e Gesù non glielo manda a dire: è una ricerca interessata, strumentalizzata, non sincera.

Mi è capitato di farlo notare a due sorelle adolescenti quest’estate parlando di Facebook e dei loro amici. Quando qualcuno vi scrive TVB verificate sempre che le parole siano tre e non solo le prime due e basta.

Nella moltiplicazione dei pani e dei pesci la gente ha visto il miracolo, ossia la soluzione di un problema, non ha colto il segno. Sentite come commenta Agostino la ricerca di Gesù: “Quanti sono coloro che cercano Gesù solo per averne favori temporali. Uno è perseguitato da qualche pezzo grosso, cerca rifugio in chiesa, un altro vuole essere raccomandato presso qualche potente; uno vuole questo, uno vuole quell’altro.” I tempi non sono molto cambiati.

Anche oggi c’è chi scambia la chiesa per una finanziaria a tasso zero, o per un’agenzia di lavoro oppure la riduce a “parcheggio” dei propri figli perché “custodito” e non libero o a centro di accoglienza aperto 24 ore su 24; ancora c’è chi la ritiene un’agenzia di viaggi comoda e senza rischi di pagare la cauzione.

Badate: tutte attività che van fatte ancora da parte nostra, ma dice Agostino. “Di rado si trova qualcuno che cerca Gesù per Gesù”, e noi attualizzando potremmo almeno augurarci e sperare che si cerchi la Chiesa per le motivazioni descritte e si trovi anche Gesù.

Questa è la ragione di tutte le attività che la parrocchia propone anche quest’anno e a tal fine ci si impegna con serietà e dedizione gratuita.

 

Dunque le attività: mi limito solo ad alcune, senza per questo voler sminuire le altre:

  q       Gruppi familiari suddivisi per età e gruppi di ascolto della Parola di Dio nelle varie abitazioni (trovate il calendario degli incontri in fondo alla chiesa);

  q       La catechesi per tutte le fasce d’età: riprendiamo quella del venerdì pomeriggio per adulti e pensionati;

 

  q       Tutti abbiamo un momento di approfondimento della propria fede cristiana per poterne rendere ragione: è un dovere perché non basta più la tradizione o il semplice attaccamento a quanto abbiamo ricevuto;

 

  q       I vari gruppi di impegno in parrocchia, pensa alla Caritas, al gruppo missionario che da quest’anno ha una nuova sede ricavata nel sopralzo appena ultimato, la Serenissima calcio, tutte le persone volontarie impegnate al bar dell’oratorio: c’è spazio per tutti, basta voler collaborare, che nessuno si senta rifiutato.

 

Nel mese di ottobre rinnoveremo il Consiglio Pastorale Parrocchiale: è auspicabile la presenza di persone generose e semplici, che abbiamo a cuore il bene di tutta la parrocchia e non solo del proprio ambito e ne condividano col parroco la responsabilità della gestione. Ne riparleremo più avanti, come pure dell’oratorio tratteremo domenica prossima mentre non accenno a tutte le altre numerose e svariate iniziative proposte a tutti.

Ma torniamo a monte, ossia alla ragione del nostro operare.

Leggiamo il vangelo: “Questa è opera di Dio, che crediate in colui che egli ha mandato”. Dobbiamo passare dalle opere, pure necessarie e importanti all’opera che è la fede ossia alla risposta libera e personale a Dio, una risposta che si fa forma di vita, grazie alla quale alla domanda “chi te lo fa fare? si è in grado di rispondere sinceramente: “La mia scelta in Gesù”. È una risposta che spiazza tutti, soprattutto chi ragiona in termini di “guadagno” materiale o vanagloria personale. Tale opera – la fede – ha bisogno di essere alimentata dalla sua sorgente primaria che è l’Eucarestia.

 

(ritorno)                                                                            Don Danilo