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DOMENICA 24 Aprile 2011
PASQUA DEL SIGNORE
(At 1,1-8a; Sal 117; 1Cor 15,3-10a; Gv 20,11-18) |
11 Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12 e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 15 Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». 16 Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! 17 Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». 18 Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. |
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| “Se Gesù non fosse risorto….” ci sarebbe solo la croce. Limitiamoci dunque ad osservare la croce, come se fossimo nel giorno del sabato santo.
Cosa dice la croce? 1. Dio è diventato capace di soffrire, lui stesso ha percorso la strada del dolore umano fino alla morte. Già i Padri della Chiesa nei primi secoli del cristianesimo parlavano della morte di Dio, molto prima di Nietzsche e dei Nomadi. Ed è morto sulla croce, il luogo della violenza e dell’ingiustizia più terribile, della viltà e dell’abbandono. Non tutte le morti sono uguali: Dio è morto nella modalità più ignominiosa e feroce. 2. La croce mostra l’amore incondizionato di Dio. “Non c’è amore più grande di chi dona la propria vita…” Oggi si è talmente preoccupati di amare che non ci si accorge di confondere il nostro bisogno di amare con l’essere amati fino a…. 3. La croce dice l’amore libero, gratuito di Dio: davanti a Lui non ho bisogno di giustificarmi, di nascondermi, di raccontare mezze verità o frottole intere; davanti a lui posso e devo essere me stesso perché – come ha detto il Papa ieri rispondendo alla domanda di una bambina giapponese – “Dio sta dalla mia parte” … e un giorno capiremo il senso della nostra sofferenza fisica e morale attuale; dunque con Dio devo essere sincero, non mi conviene prenderlo in giro. 4. Ma la croce dice anche che non posso fargli fare la mia volontà. Generalmente avviene che proprio chi assolutizza la propria volontà pretende di negarla a Dio: “dov’era? Ma non può far sì…?perché non interviene?…”: domande tipiche di chi vuole ridurre Dio ai propri schemi, quasi fosse un portafortuna da esibire a piacimento o a proprio uso e consumo. Il Dio di Gesù è totalmente Altro, alla cui logica a volte incomprensibile ci dobbiamo adattare. Agli inizi degli anni ’70 nel libro “Introduzione al cristianesimo” il papa -allora non ancora vescovo- scrisse: “La croce è espressione di radicalità dell’amore che si dona totalmente…in una vita che è totalmente esistenza per gli altri”. Essere per, non semplicemente con e tanto meno contro, in contrapposizione. Lutero, nel suo dramma di peccatore, si chiedeva: “Come posso fare a ottenere Dio misericordioso?”. Quando si comprende l’essenza di Dio questa domanda non si pone nemmeno. Ieri sera abbiamo tolto il drappo rosso che ha ricoperto per tutta la settimana santa l’icona del Cristo risorto: l’esistenza di Dio è stata più forte di tutte le critiche, i rifiuti, i contrasti e le indifferenze umane. Quando facciamo il confronto tra coloro che ci vogliono bene e quelli che ci cercano che criterio usiamo se non l’esperienza? Vale anche sulla nostra pelle. Mattina di Pasqua: l’esistenza di Gesù ha trionfato su tutto nonostante tutto. Ciò ha delle conseguenze anche per noi. Ve ne dico due: - Non c’è niente e nessuno che mi può separare da Dio; al limite sono io che gli giro le spalle, ogni tanto, ma non posso imporgli di fare altrettanto. Non c’è fallimento umano che non possa sfociare in un nuovo inizio, nessun errore che non possa essere superato e rimediato, nessuna disperazione che non sia tramutabile in motivo di fiducia e speranza, nemmeno l’autocommiserazione è atteggiamento gradito a Dio anzi… - Resurrezione è ben diversa da reincarnazione: non siamo impigliati in una catena illimitata di esistenze con caratteristiche e modalità di cui non siamo responsabili. In un mondo in cui si vuole comandare ma non assumersi responsabilità nel senso di dover rispondere delle proprie scelte e azioni (in parole povere “dove ciò che conta è che non sia colpa mia”) è comprensibile che ci si rivolga alle religioni orientali volgendo le spalle alla fede cristiana ricevuta da piccoli: la risurrezione è molto più impegnativa e responsabilizzante della semplice reincarnazione. Qui scarichi le colpe sugli altri, nella resurrezione da parte tua “raccogli quanto hai seminato” da parte di Dio è il superamento di ogni ostacolo e il senso della morte. La resurrezione non accade solo per noi ma anche a partire da noi per gli altri. Questo è l’augurio e l’impegno pasquale: se tu risorgi dal male, dalla superficialità e dal disimpegno anche coloro che stanno accanto a te ne trarranno beneficio, risorgeranno grazie a te.
(ritorno) (don Danilo)
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